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torinoMettiamola così: uno, l'australiano, tre Giri fa in maglia rosa fino a tre giorni dalla fine e poi affondato proprio in Piemonte, dalla prima capitale d'Italia cerca un viaggio a tinte rosa dal lieto fine. L'altro, il colombiano, s'interroga sulle sue condizioni fisiche e, da tutti, è considerato potenzialmente il più forte in circolazione.Simon Yates vs Egan Bernal sulla carta è un duello stellare. Loro sono le due punte della corsa rosa che domani partirà da Torino. Immaginiamo uno schieramento calcistico: Landa, Hindley, Bardet "trequartisti" dietro le due punte a contendersi la maglia rosa. Poi dietro a centrocampo, a rincorrere, in un modo o nell'altro Evenepoel, Nibali, Dan Martin, Pello Bilbao.Ma le due punte hanno certezze opposte. Bernal, 24 anni, ha vinto il Tour 2019, ha buttato la scorsa stagione per guai alla schiena (ha scoperto di avere una gamba più corta dell'altra, brutto guaio), si è ripreso in primavera poi è scomparso dai radar. «La mia schiena è l'unica grande incognita - ha detto il colombiano sbarcato in Italia da professionista proprio in Piemonte con l'Androni di Savio - . Mi sono preparato bene e, se i riscontri saranno buoni nella prima settimana, poi la mia condizione è destinata a crescere sulle montagne». Salite amiche, non c'è che dire, ma come e se ci arriverà all'ultima settimana il capitano della Ineos, che può contare anche sul russo Pavel Sivakov, è tutto da vedere. «Il Giro è insidioso - ha chiuso Bernal - bisogna tenere gli occhi aperti sin dalle prime tappe, ma correrò sulle strade "di casa" e sarà una grande emozione».Yates? Il capitano della Bike Exchange, team australiano dal nome scioglilingua, è sicuro di sé, ma, badate bene, non al limite della strafottenza, come a inizio Giro 2018. L'esperienza insegna e dopo quella "tranvata" il 28enne gemello di Adam ha vinto la Vuelta. « La corsa dura tre settimane - ha detto - e negli ultimi anni è stata vinta alla fine, quindi bisogna correre pensando alla terza settimana non solo alla prima. Io, col passare degli anni, sto imparando meglio a gestire le energie e spero di utilizzare questa esperienza per provare a vincere il Giro». Il passato insegna. --© RIPRODUZIONE RISERVATA