Scarpadoro, l'arcobaleno della ripartenza nel nuovo logo

VIGEVANOUn arcobaleno su Piazza Ducale ha concluso la domenica della Scarpadoro di Vigevano e della ripartenza dei grandi eventi di atletica all'aperto dopo i lunghi mesi dei lockdown. «Si è materializzato il logo che avevamo pensato e creato per questa edizione speciale - sottolinea l'organizzatrice Manuela Merlo - al termine della giornata, sono andata a cena in Piazza Ducale e vedere l'arcobaleno mi ha emozionato, così abbiamo deciso che rimarrà per sempre nel logo della manifestazione, togliendo solo l'omino che corre mascherato, perché dal prossimo anno speriamo si possa tornare del tutto alla normalità».L'edizione 2022Merlo pensa già alla Scarpadoro 2022: «Il successo ottenuto, ci dà grande carica anche per il futuro. Programmare oggi è un po' presto, perché navighiamo ancora a vista, ma se si potesse tornare a correre senza restrizioni, torneremmo alla collocazione a metà marzo». Poi riassume quanto avvenuto negli ultimi tre mesi: «A marzo ancora eravamo incerti se allestire o no la Scarpadoro, ma a quel punto abbiamo voluto provarci e, ricordando che nel 2020 a maggio il Covid aveva allentato la morsa, abbiamo chiesto in federazione se ci fosse una data libera, concordando per domenica 2. La sorte poi ci ha dato una mano perché era la prima domenica in cui eravamo in zona gialla e questo ha aiutato non poco: tutti, a cominciare dai vigevanesi avevano uno spirito diverso. Attraversare Piazza Ducale e sentire il tifo mi hanno detto tutti che è stato bello».L'ultima mezza maratona in provincia si corse a fine settembre 2019, la Corripavia. La Scarpadoro ha dimostrato che prestando massima attenzione le manifestazioni podistiche possono riprendere, anche se per il momento devono avere ancora lo status di evento a carattere nazionale ed essere competitive. «E' filato tutto liscioa - puntualizza Manuela Merlo - le regole erano semplici da seguire e le avevamo ben spiegate. Abbiamo lavorato sulla gestione dei flussi dentro lo stadio, con nostro personale che spiegava ai partecipanti dove mettersi e cosa fare. I concorrenti si sono presentati in perfetto orario e in ordine, entrando sulla pista dello stadio alle 8.45 come concordato. Non solo, tutti avevano la propria mascherina e l'hanno indossata all'arrivo, tanto che non abbiamo dovuto consegnare niente a nessuno. In ordine tutti sono poi usciti, ritirando il pacco gara e la propria borsa da un deposito autogestito che gli amici dell'Escape Vigevano e della Garlaschese avevano allestito. Confesso che sulla carta 700 atleti mi parevano pochi, ma quando ho visto i due gruppi partire(mezza e Stravigevano) erano un bel serpentone. Temperatura perfetta per correre e nessun problema di crampi o infortuni». --Maurizio Scorbati