Assemblea Terre d'Oltrepo I soci dissidenti protestano

BRONIAlta tensione in vista dell'assemblea dei soci della cantina Terre d'Oltrepo del prossimo 12 maggio, convocata per discutere dell'inchiesta giudiziaria che ha coinvolto la cooperativa. A scaldare il clima ci ha pensato il gruppo di minoranza dei soci «dissidenti», che dopo aver raccolto 92 firme per chiedere al Cda un'assemblea straordinaria sull'argomento, ora ha presentato un esposto al collegio sindacale della cantina contro l'ordine del giorno della riunione. L'odg contestatoL'unico punto della discussione, infatti, è relativo alla «relazione del presidente del consiglio di amministrazione in merito ai fatti di indagine conseguenti l'ispezione degli organi inquirenti avvenuta in data 30 marzo 2021 e successivi aggiornamenti» e, secondo i soci, sarebbero stati stralciati gli altri punti indicati nella richiesta, che riguardavano sempre l'indagine in corso, e nei quali si chiedevano ulteriori dettagli.«Riteniamo che questa convocazione sia deliberatamente illegittima, in quanto mancante dei punti 2-3-4 come da specifica richiesta dei soci firmatari - attacca il socio Antonio Bagnoli, che aveva protocollato la raccolta firme -. Nell'esposto, quindi, abbiamo invitato i sindaci, come previsto dall'articolo 2367 del Codice civile, ad integrare l'ordine del giorno con i punti mancanti. Se la nostra richiesta non sarà accolta, mi riservo la facoltà di richiedere l'intervento del presidente del tribunale». A margine dell'esposto, i dissidenti criticano la cantina sulle modalità di convocazione dell'assemblea, che, per ragioni sanitarie, si terrà online su una piattaforma telematica.L'on line non basta«Solo una esigua percentuale dei soci ha dimestichezza con e-mail, videoconferenze, registrazioni on line e quant'altro di questo genere, pertanto credo che alla fine saranno pochi ad essere effettivamente presenti o essere messi in reale condizione di parteciparvi - commenta Emilio Bosini, annunciando che non parteciperà all'incontro in polemica con le scelte fatte dai vertici -. Ormai siamo in zona gialla e bar e ristoranti hanno messo tavoli e sedie all'esterno, dove si può tranquillamente pranzare e conversare. Dato che nella richiesta di assemblea era specificato che doveva tenersi all'aperto, credo che la volontà del presidente sia piuttosto quella di sottrarsi ad un eventuale dibattito e l'emergenza gli ha tolto solo il disturbo di dare spiegazioni».Bosini, inoltre, rinnova l'invito al presidente Andrea Giorgi a «farsi da parte»: «È inutile che chiami a rapporto i soci adesso per farti quadrato intorno - conclude l'ex consigliere della cantina, rivolgendosi direttamente a Giorgi -. Saremmo tutti ben lieti di credere che tutto questo sia stato solo un brutto sogno, ma lo sapremo solo a tempo debito». --Oliviero Maggi