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PAVIATenuti sotto controllo, come gli effetti che il Covid-19 ha provocato su di loro. Sono i malati del San Matteo, ricoverati e curati, che tornano al policlinico di Pavia dopo le dimissioni per essere seguiti dai medici in forza all'ambulatorio post-Covid. I pazienti sono oltre 500, dimessi dal 1° settembre ad oggi dai reparti di Rianimazione, Malattie infettive, Pneumologia, Medicina e Medicina bassa intensità. L'ambulatorio è stato allestito a Malattie infettive e coinvolge medici di diverse specialità (pneumologi, infettivologi, internisti, rianimatori, otorinolaringoiatri e radiologi), medici in formazione specialistica, infermieri e case-manager. Il San Matteo aveva già attivato questo percorso ambulatoriale alla fine del mese di aprile 2020, rimasto operativo fino al 31 luglio scorso. L'obiettivo era valutare le conseguenze a medio-lungo termine dell'infezione da SARS-CoV-2, attraverso un approccio multidisciplinare, nei pazienti ricoverati per Covid-19 al San Matteo durante i primi mesi della pandemia. In quel periodo, erano stati visitati 393 pazienti (circa un terzo dei pazienti ricoverati al policlinico di Pavia durante la prima ondata pandemica), di cui il 67% uomini, con un'età media di 61 anni, la maggior parte dei quali residente a Pavia o in provincia. «I pazienti eseguono una visita generale, con esame obiettivo completo e prelievi del sangue, tra cui la sierologia per SARS-CoV-2, e un'ecografia toracica - spiegano i medici del San Matteo -. In circa il 30% dei casi, la persistenza dei sintomi respiratori rende necessaria una Tac del torace e di una spirometria». -- D.Z.