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Matteo dell'anticoUn debito, spesso ma non sempre, si trasforma dopo qualche tempo in cartella esattoriale. Il mancato pagamento può riguardare l'Imu, la Tari oppure una multa presa con la propria auto. Ma quando e come si può ricevere una cartella esattoriale? Come primo aspetto è bene sottolineare che non c'è un tempo preciso entro il quale si riceve una cartella a seguito di un mancato pagamento: la cartella esattoriale viene inviata dopo l'intimazione di pagamento da parte della pubblica amministrazione. Prima di ricevere la cartella, a volte trascorrono anni. Altre volte la cartella non arriva mai e il debito cade in prescrizione. In questo caso si può evitare di pagare se si fa ricorso al giudice. L'ente titolare del credito è l'amministrazione, cui il cittadino deve corrispondere le somme a titolo di imposte o sanzioni (ad esempio Inps, Agenzia delle Entrate, Comune oppure Regione). Tutte le volte in cui il contribuente è in mora, l'ente titolare del credito gli invia un avviso di pagamento: il cosiddetto "avviso di accertamento". Si chiama così perché, in tal modo, l'amministrazione accerta la morosità, applicando - quando previsto - sanzioni o interessi. Se il debito non viene saldato, il passaggio successivo prevede una procedura interna con cui l'ente titolare del credito decide di incaricare l'agente per la riscossione esattoriale del recupero delle somme non versate dal contribuente. Gli agenti per la riscossione sono l'Agenzia Entrate Riscossione per i tributi statali (come Iva, Irpef, Irap, bollo, ecc.) e le società locali di riscossione esattoriale per quanto riguarda i crediti di Comuni, Regioni e tutti gli enti locali più in generale. In questo modo l'amministrazione ufficializza il proprio credito in un documento che si chiama ruolo. Il ruolo viene poi dichiarato esecutivo: questo passaggio è fondamentale e fa sì che l'agente per la riscossione possa procedere al pignoramento dei beni senza prima passare da un tribunale. Dopo il ricevimento del ruolo, l'agente per la riscossione notifica la cartella esattoriale con cui intima al contribuente di regolarizzare la propria posizione entro 60 giorni. Durante questi due mesi, l'esattore non può svolgere alcuna azione. Passati 60 giorni, l'esattore può avviare le azioni esecutive e cautelari: in altri termini, può iscrivere ipoteca, fermi amministrativi, avviare il pignoramento dei beni del debitore che possono interessare anche le case.Queste azioni non sono comunque immediate, tanto che molto spesso, a distanza di tempo, può capire che l'esattore spedisca un ulteriore sollecito solo per interrompere i termini di prescrizione. Altre volte, il pignoramento non avviene mai perché il debitore è nullatenente. Capita pure, non di rado, che il pignoramento avvenga quando ormai il debito è caduto in prescrizione e, quindi, risulta illegittimo.--© RIPRODUZIONE RISERVATA