Cambia il sistema dei Ristori saranno calcolati in base agli utili

Doppio criterio per gli indennizzi alle imprese, che dia maggior sostegno alle attività più colpite dalla pandemia. Ma anche una nuova tranche di aiuti alle famiglie, guardando a chi sta peggio, con il rifinanziamento di due o tre mensilità di Reddito di emergenza. Il governo è già al lavoro per definire il prossimo decreto Imprese perché, scrivono il premier Mario Draghi e il ministro dell'Economia Daniele Franco, questo è il momento di «impartire la spinta più decisa all'economia e sostenere con più vigore le fasce maggiormente colpite della popolazione» in modo che tutto il Paese si faccia trovare pronto alle riapertura. I primi tre miliardi di nuovi aiuti alle imprese - 11 in tutto approvati con il decreto Sostegni 1 - sono già stati distribuiti in due settimane a 1 milione di partite Iva e con il prossimo decreto si cercherà ancora di fare veloce ma anche di andare più mirati verso chi ha avuto più difficoltà, abbinando al fatturato i dati sulle perdite effettive che emergeranno dai bilanci. «Naturalmente non si può aver tutto» spiega Draghi: con il fatturato, come si è fatto finora, «i tempi sono molto rapidi, con altri parametri» i tempi si allungheranno «di tre o quattro settimane». Il solo dato del fatturato finora ha consentito all'Agenzia delle Entrate di erogare gli indennizzi rapidamente ma non si è rivelato pienamente efficace, come hanno fatto notare anche i principali osservatori istituzionali. Per questo, dice il premier, «il ministero sta pensando ad aggiungere, oltre a quello del fatturato, anche un criterio che riguarda l'utile, l'imponibile fiscale». Il meccanismo è ancora allo studio del Mef, ma i tempi saranno più lunghi. --