Tensione sul Def, dall'Europa primi aiuti a luglio
Luca Monticelli/romaDopo un paio d'ore il Consiglio dei ministri di ieri si è chiuso senza dare il via libera allo scostamento di bilancio. La richiesta di utilizzo dell'extra deficit al Parlamento è slittata a oggi pomeriggio alle 14, 30, quando una nuova riunione del governo dovrebbe approvare contestualmente i 40 miliardi di scostamento, il Def e il fondo per finanziare le opere escluse dal Pnrr. Sulle stime il riserbo è massimo. La crescita tendenziale è acquisita al 4, 1% e con l'impulso del Recovery il Pil del 2021 potrebbe salire almeno al 4, 4 - 4, 5%. Il deficit invece dovrebbe attestarsi tra il 10 e l'11%, il debito comincerà a scendere dal 2022. Pensando al prossimo Decreto Sostegni, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, nel Question time alla Camera, ha lanciato una proposta per calcolare i ristori alle imprese non solo in base alla perdita di fatturato, ma legandoli ai costi fissi per garantire così una distribuzione più equa degli indennizzi. L'ultima limatura al Def e il complesso incastro con il fondo del Recovery Plan, sono i motivi che hanno fatto rinviare l'approvazione dell'intero pacchetto. La linea di credito complementare al Pnrr, da circa 30 miliardi, da qui al 2026 sarà chiamata a realizzare i progetti esclusi dal piano. La proposta dell'esecutivo per il primo anno è di alimentare il fondo con 5 dei 40 miliardi dello scostamento. Intanto, le Camere sono convocate per votare sia il Documento di economia e finanza che l'extra deficit per martedì 22 aprile. Durante il Cdm il ministro dell'Economia Daniele Franco ha illustrato il quadro macroeconomico generale, creando qualche piccolo nervosismo perché tra alcuni ministri serpeggia il fastidio di non essere stati informati sulle linee del Def. Il delicato equilibrio della maggioranza è però monitorato dal premier Mario Draghi che incontrerà i partiti per condividere la strategia. Infatti, il presidente del Consiglio avvierà oggi i primi incontri sul Piano nazionale di ripresa e resilienza alle 17 con il Movimento 5 stelle e alle 18, 30 con la Lega. Domani riceverà Forza Italia e Partito democratico, lunedì Fratelli d'Italia e Iv. Il Recovery plan dovrebbe arrivare sul tavolo di Palazzo Chigi la prossima settimana, in vista delle comunicazioni in aula di Draghi previste lunedì 26 e martedì 27 aprile. Bruxelles ha fatto sapere di essere pronta già a luglio a erogare 45 miliardi di euro ai Paesi che per primi avranno inviato i piani, ratifiche nazionali permettendo. Secondo il commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn, è «realistico» che gli Stati membri possano ricevere la prima rata, pari al 13% del programma Next Generation Eu, appunto, a luglio. «La logica è chi prima arriva, prima è servito», ha spiegato Hahn. I Paesi in ritardo dovranno aspettare settembre. Anche il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, illustrando il rapporto annuale della Banca centrale all'Europarlamento, è intervenuto sul Recovery plan, esortando i governi a fare in fretta. «È di fondamentale importanza che diventi operativo senza indugi per far ripartire l'economia - ha detto -. Bisogna evitare ritardi, c'è il rischio di intaccare la fiducia dei mercati». --© RIPRODUZIONE RISERVATA