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PIEVE DEL CAIRO Ieri prima giornata di vaccinazione alla casa di cura La Cittadella sociale, autorizzata da Ats Pavia a diventare punto accreditato decentrato rispetto a Pavia, Vigevano e Voghera. Da Mede, però, la minoranza consiliare protesta: «Perché non è stato preso in considerazione l'ospedale San Martino, oltretutto più baricentrico rispetto a Pieve del Cairo?». Intanto nella Cittadella sociale le vaccinazioni sono partite. «L'accordo - spiega il direttore sanitario della casa di cura Antonietta Moreschi - è stato siglato alcuni giorni fa con il direttore generale di Ats, Mara Azzi». In pratica, la Cittadella sociale riceve da 17 Comuni (Mede, Gambarana, Suardi, Frascarolo, Torre Beretti, Lomello, Ottobiano, San Giorgio, Ferrera Erbognone, Valle, Sartirana, Breme, Velezzo, Villa Biscossi, Galliavola, Semiana e Pieve del Cairo) gli elenchi dei cittadini da sottoporre al vaccino con giorno e orario prefissati. «È importante - aggiunge Antonietta Moreschi - che all'utente, specie se anziano, non sia richiesto un lungo spostamento chilometrico per la vaccinazione: da noi convergeranno solo i Comuni più vicini, quelli della Lomellina sudovest». La scelta di Pieve del Cairo, però, non va giù alla minoranza consiliare di Mede guidata da Antonella Bertarello. «Nulla in contrario - commenta la capogruppo consiliare - rispetto a tale sede, che però non è pubblica e non consente un transito agevole, considerata la sua ubicazione. Inoltre, non si capisce come mai venga sempre accantonata la possibilità di considerare strutture pubbliche: mi riferisco all'ospedale di Mede oppure, sempre a Mede, alla sede dell'oratorio Don Bosco dove, con efficienza e rapidità, erano stati vaccinati migliaia di cittadini durante la nostra zona rossa». Ora, oltre a quelli degli altri Comuni limitrofi, anche gli anziani medesi che nelle settimane scorse, per diversi motivi, non avevano ricevuto le dosi, dovranno recarsi a Pieve del Cairo. «Quindi - prosegue Bertarello - non è più riconosciuta l'efficienza nell'organizzare le vaccinazioni al centro vaccinale dell'oratorio? Pare sia così se, a distanza di un mese, Ats si convenziona con una clinica privata mentre a Mede c'è un ospedale pubblico. Chiediamo al sindaco di protestare verso questa decisione che, ancora una volta, dimostra la volontà dei vertici di Ast e di Asst di perseguire l'obiettivo di smantellare il presidio ospedaliero di Mede. Crediamo sia giunta l'ora di alzare la voce: qualche mese fa avevamo anche proposto l'utilizzo della palazzina ex Inam, sempre struttura pubblica attrezzata per effettuare vaccinazioni, ma niente. Non c'è stata alcuna volontà di organizzare e ricostruire un sistema pubblico che ha sempre funzionato e che ora, grazie a scelte scellerate, sta naufragando inesorabilmente». --P.C. e U.D.A.