Via a "Rilancio Lombardia" Il piano da 2 miliardi di Bper
Giovanni Scarpa / paviaL'obiettivo è il rilancio della Lombardia, soprattutto quando la pandemia sarà alle spalle. Guarda al futuro Bper, il gruppo bancario che ha decisamente aumentato la sua presenza in regione dopo l'operazione che ha portato, questa estate, all'incorporazione di Ubi in Intesa S. Paolo. E la provincia di Pavia resta un interlocutore privilegiato dell'istituto di credito. Il nuovo programma strategico di finanziamenti e iniziative a sostegno del sistema economico denominato "Rilancio Lombardia", messo in campo per favorire il rilancio delle piccole e medie imprese della regione è stato illustrato da Stefano Vittorio Kuhn, coordinatore commerciale territoriale per la Lombardia di Bper Banca. «Si tratta di un plafond di circa 2 miliardi di euro - ha spiegato - con cui intendiamo ampliare le azioni di sostegno alla liquidità già avviate nel 2020, anticipando al contempo le prossime scadenze degli interventi pubblici. Il nuovo strumento prevede soluzioni flessibili di allungamento della durata dei finanziamenti in essere, ma anche ulteriori interventi per consentire alle Pmi un recupero di competitività e il rilancio degli investimenti produttivi». E la provincia di Pavia resta fra gli interlocutori privilegiati della banca, come ha confermato Kuhn.«Abbiamo ben presente la particolare peculiarità della provincia di Pavia - ha detto - la nostra attenzione maggiore è rivolta all'agricoltura, soprattutto, visto le caratteristiche del territorio. Ma abbiamo anche già avviato un importante dialogo con le associazioni di categoria, a partire da Confcommercio, le fondazioni e gli industriali. Avremo una rete di filiali importante e saremo fra i maggiori operatori del settore, siamo quindi pronti a fare la nostra parte per quanto riguarda il credito». Un occhio di riguardo garantito anche dal fatto che, ha aggiunto Kuhn, «il direttore regionale di Bper di Milano (sotto cui cade anche Pavia, ndr), Diego Malerba, è pavese». La Direzione regionale copre le province di Milano, Pavia, Monza Brianza e Lodi. Dopo la migrazione delle filiali da Ubi, già avvenuta il 22 febbraio, e considerando quella delle filiali da Intesa Sanpaolo, che avrà luogo il 21 giugno, la direzione conterà complessivamente 82 filiali, 650 dipendenti, oltre 200.000 clienti e un prodotto bancario lordo che si avvicinerà ai 20 miliardi di euro. Delle 82 filiali, 33 saranno in provincia di Pavia con 5 sportelli in città. La banca diventerà così il secondo operatore della provincia. --