Italia in arancione L'effetto vaccini fa crollare i contagi in tutto il Paese

Alessandro Di MatteoClaudia Luise L'epidemia rallenta, i numeri dei bollettini quotidiani lo confermano ormai da alcuni giorni, si cominciano a vedere in maniera significativa i risultati delle misure anti-Covid rafforzate a inizio marzo, e forse incide anche l'arrivo della primavera. Un quadro che permette a quasi tutta Italia di tornare in arancione da domani, ma adesso è dalla campagna vaccinale che deve arrivare la spinta per uscire davvero dall'emergenza, come conferma un report dell'Istituto superiore di sanità. I dati vanno presi con cautela, spiega l'Iss, sono «necessarie valutazioni più approfondite», ma l'indicazione pare chiara: si vede già molto chiaramente l'effetto del vaccino, i contagi crollano tra le categorie che hanno ricevuto le somministrazioni in questi mesi.I numeri di giornata raccontano di un quadro in miglioramento: i nuovi contagi sono stati 17.567, quasi 4 mila in meno di sabato 3 aprile, i ricoverati in terapia intensiva diminuiscono per il quarto giorno consecutivo (ieri erano 3.588, 15 in meno del giorno prima) e lo stesso accade per i posti letto Covid nei reparti ordinari e per il numero complessivo delle persone malate.Ancora alto, ma in diminuzione, il numero dei decessi, ieri 344. Soprattutto, come dice l'Iss, dall'inizio delle vaccinazioni si è ridotto del 75% il numero di contagi settimanali tra gli operatori sanitari, e da fine febbraio l'incidenza dei contagi tra gli ultra-ottantenni è per la prima volta inferiore a quella che si registra nella fascia di età tra i 60 e i 79 anni.Una situazione di miglioramento confermata dal fatto che da domani resteranno in rosso solo Valle d'Aosta, Campania e Puglia, con l'aggiunta della Sardegna che un mese fa era in zona bianca. A Taranto, addirittura, il sindaco ha lanciato un appello ai cittadini pregandoli di restare a casa: «Siamo prudenti, perché altrimenti anche i controlli più stringenti non potranno nulla». Resteranno delle zone in lockdown, come Palermo, Firenze e tre comuni della Basilicata. Buone notizie per il Piemonte. Dopo incertezze e retromarce, alla fine anche Torino potrà allentare da domani le restrizioni come il resto della regione, eccetto Cuneo. Ieri, infatti, è arrivato l'aggiornamento dei dati epidemiologici che ha consentito di far scattare l'arancione anche nel capoluogo piemontese, fino a venerdì sera relegato in rosso. Per il Cuneese la misura scatterà da mercoledì, alla luce del nuovo decreto che per i territori con un'incidenza superiore a 250 casi su 100mila abitanti prevede misure più restrittive.La conferma è arrivata dopo la riunione convocata dalla Regione con gli epidemiologi e gli esperti dell'Unità di crisi, che hanno analizzato dati più aggiornati rispetto a quelli trasmessi nei giorni scorsi al ministero della Salute. Il verdetto è stato automatico: il numero di persone contagiate su 100 mila abitanti è già sceso nelle ultime 24 ore sotto la soglia di allerta di 250 casi nella provincia di Torino (alla rilevazione di ieri 226,9) e lo stesso con elevata probabilità avverrà prima di mercoledì 14 aprile per la provincia di Cuneo. «Il ritorno in zona arancione è un segnale importante e anche i dati della pressione ospedaliera mostrano finalmente una progressiva riduzione dei ricoveri in terapia intensiva e in degenza ordinaria», sottolinea il presidente della Regione Alberto Cirio nel giorno in cui il Piemonte tocca quota un milione di vaccini effettuati e diventa la prima regione per somministrazioni in proporzione agli abitanti. Prosegue, intanto, la ripresa della scuola in presenza. Da domani saranno quasi 6,6 milioni gli alunni presenti, circa 8 su 10. --© RIPRODUZIONE RISERVATA