Lombardia in arancione da lunedì Fontana: «Luce in fondo al tunnel»

Sandro Barberis / paviaMigliorano i dati sul contagio e da lunedì la Lombardia torna in zona arancione insieme a Piemonte ed Emilia Romagna, regioni confinanti con la provincia di Pavia. In arancione anche Calabria, Friuli e Toscana. L'Italia resta comunque divisa tra zone arancioni e rosse, quelle gialle non sono previste fino al 30 aprile. Le Regioni sono in pressing sul governo per ridurre i tempi ed anticipare le zone gialle.«Dopo 28 giorni di limitazioni da fascia rossa - spiega il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana (Lega) - iniziamo quel graduale ritorno alla normalità che comportamenti responsabili e vaccinazioni renderanno più vicino. Non sprechiamo questa grande opportunità, osserviamo tutte le regole che consentono di tenere sotto controllo la diffusione del virus. Non abbassiamo la guardia, rispettiamo il distanziamento e gli isolamenti qualora si verifichi un contagio. Dal 20 aprile conto che venga ridotte ancora di più le restrizioni». le riapertureDa lunedì quindi riaprono parrucchiere, saloni estetici e tutti i tipi di negozi, tranne bar e ristoranti che continuano con l'asporto e le consegne a domicilio. I mercati avranno di nuovo tutti i tipi di banchi. Ritornano a scuola in presenza seconde e terze medie (8.900 alunni in provincia di Pavia) e parzialmente con aule piene tra il 50 e 70% le superiori (oltre 19mila iscritti in provincia), riprende la libertà di movimento dalle 5 alle 22 senza autocertificazione all'interno del Comune e per chi vive in centri sotto i 5mila abitanti anche per 30 chilometri fuori dai confini comunali purché non si vada in un capoluogo di provincia. Resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5, orari in cui ci si sposterà solo per motivi di necessità, salute e lavoro da autocertificare.«Penso ai titolari delle attività che ancora non potranno riaprire - aggiunge il governatore Attilio Fontana -. Mi auguro che dopo il 20 aprile, così come promesso dal Governo, possano anche loro accogliere nuovamente i propri clienti. Io sosterrò con forza che possano farlo in sicurezza. Si intravvede la luce in fondo al tunnel, chiedo ai cittadini di non mollare e tornare ad avere fiducia nel grande spirito lombardo».i dati A permettere alla Lombardia di tornare in zona arancione sono i dati epidemiologici in miglioramento. Numeri che ha indotto la cabina di regia nazionale a chiedere il ritorno in arancione, ratificato poi in serata da un'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. In particolare l'indice di replica del contagio Rt è sceso ancora a 0.85 (da 0.89 della scorsa settimana) quindi sotto la soglia d'allarme di 1. Cala anche il rapporto di nuovi contagi ogni 100mila abitanti. Si va in rosso se supera 250, in Lombardia è a 177. A Pavia ancora meno: 159. Restano però piene le terapie intensive, anche se negli ultimi giorni ci sono leggeri cali. Ma sempre intorno agli 800 ricoverati contro i 500 che si registravano all' inizio di marzo.--© RIPRODUZIONE RISERVATA