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La pandemiaNe usciremo migliori?Dopo il vaccino, forseAllo scoppio della pandemia da Covid-19 speravamo che dalla dura prova saremmo usciti migliori. Dalla pandemia non siamo ancora usciti, ma da quanto sta avvenendo ora che è iniziata la vaccinazione di massa mi sembra che l'auspicato miglioramento sia sempre più una chimera. Lo spettacolo è, infatti, sconcertante. Siamo sommersi da informazioni contraddittorie sulle caratteristiche e sugli effetti collaterali dei vaccini antiCovid tanto attesi quanto unanimemente riconosciuti come unico strumento per debellare la pandemia: medici, scienziati, politici, opinion leader, divulgatori di ogni sorta vanno a gara a chi ne dice di più. Lo stillicidio di notizie sui rischi reali e ipotetici di tali vaccini, e l'evocazione dei grandi interessi che le multinazionali dei farmaci potrebbero perseguire con gli stessi vaccini a scapito dell'interesse generale, ben si prestano ad accrescere l'attenzione sulla discussione in corso, ma anche ad alimentare dubbi e paure. Cosicché si è passati in un batter d'occhio dai "furbetti della vaccinazione", quelli che hanno disonestamente scavalcato chi aveva la priorità, ai "furbetti della prudenza", quelli che "cavallerescamente" si sottraggono alla vaccinazione per far fare da cavia agli altri e poi scegliere sul da farsi. Ma se nel primo caso l'ha fatta da padrona la logica dell'egoismo in disprezzo del senso civico, nel secondo caso di logica non ve n'è proprio perché il relativo comportamento è frutto di suggestioni e di impulsi irrazionali. Al riguardo basterebbe considerare gli aridi numeri: in Italia (60 milioni di abitanti) il Covid-19 ha fatto, in poco più di un anno, più di 110.000 morti e ne sta tuttora facendo circa 500 al giorno; decine di milioni di vaccinazioni effettuate sinora nel mondo sono state causa forse di alcune morti, che si possono contare al più sulle dita di due mani. Di fronte a questi numeri tutti i dibattiti sui rischi dei vaccini poco contano e ancor meno occorrono complicati calcoli matematici per comprendere quale sia il maggior pericolo, per questo basterebbe fare uso di un po' di ragione ("l'istinto reso astuto"). In quanto al verificarsi della speranza (l'ultima a morire) di uscire dalla pandemia migliori di come ci siamo entrati, tutto è rinviato a vaccinazione completata. Buona vaccinazione a tutti! Franco CastagnolaRobecco PaveseIl dibattitoQuel fascismocosì duro a morireCon riferimento alla lettera di Paola Chiesa, intitolata "Antifascismo, sinistra fuori tempo", pubblicata sull'edizione del 20/02/2021, provo a formulare qualche considerazione in aggiunta alle tante già pervenute in redazione.Comincio riportando il passaggio su cui mi trovo senz'altro d'accordo, quello finale per cui, riferendosi ai promotori della raccolta firme da lei contestata, scrive: "... Parlare un po' di più con la gente e un po' meno tra di loro aiuterebbe". Ebbene, questa è proprio una delle cose che mi propongo di fare, da sostenitore dell'iniziativa di legge popolare, scrivendo appunto queste righe.Mi permetto viceversa di dissentire sulla definizione data del fascismo: una "stagione storica". La ritengo palesemente parziale, intendendo questo termine sia nell'accezione di "incompleta" che di "faziosa". Che sia incompleta lo dimostrano banalmente le definizioni del termine "fascismo" tratte dai comuni dizionari. Ad esempio su quello Treccani online si legge: "...in senso astratto, l'insieme di ideologie e di concezioni (corporativismo economico e accentramento amministrativo in politica interna, espansionismo imperialistico in politica estera) che ne costituirono il fondamento teorico, cioè la dottrina...". La "faziosità" mi pare invece sia riconoscibile nel cercare di invocare appunto solo l'accezione storiografica, mutilandola appunto dell'altro importante significato lessicale.Ho riflettuto dunque sugli altri concetti che emergono dal resto della lettera della sig.ra Chiesa: "Italia divisa, nel 2021, tra italiani e anti-italiani, tra chi ha a cuore gli interessi nazionali, difende i confini, ama la patria e chi preferisci i clandestini, deride le Forze dell'ordine e partecipa a manifestazioni no autorizzate, spesso cercando lo scontro".Lascio a chi legge farsi un'idea di quanto simili parole siano inassonanza appunto con la dottrina fascista, quella che un'altra fonte autorevole definisce a sua volta "politica fondata sulla violenta e indiscriminata affermazione di motivi nazionalistici e imperialistici, sulla presunta loro adeguatezza a superare e armonizzare i conflitti economici, politici e sociali, e sull'imposizione del principio gerarchico a tutti i livelli della vita nazionale; estens., qualsiasi concezione della vita politica e dei rapporti umani e sociali basata sull'uso indiscriminato della forza e della sopraffazione." .Roberto Vernero. Pavia