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Stefano Romano / paviaRoberto Veronesi, sindaco di Torre d'Isola e responsabile enti locali del Pd, detta la linea (come si sarebbe detto una volta) e sul "no" alle logistiche il partito lo segue. Un no che parte dal progetto di Trivolzio (quello che Veronesi chiede di fermare) e si allarga agli altri progetti in provincia di Pavia, partendo da quello in discussione per Casatisma.il vertice onlinePer cercare una sintesi sul tema, ieri mattina gli amministratori e i consiglieri Demdel Pavese si sono riuniti in videoconferenza con la segretaria provinciale Chiara Scuvera, i responsabili di territorio e lavoro e il consigliere regionale Giuseppe Villani.«La posizione di Veronesi sul progetto di Trivolzio è stata condivisa e appoggiata - spiega Villani -. E sostanzialmente definisce la posizione del Pd sull'insediamento di nuove logistiche nel nostro territorio». Un "no" senza se e senza ma, quindi?«Si tratta di insediamenti troppo impattanti sia per il consumo di suolo che per l'incremento del traffico - aggiunge Villani -. Non è quella di aprire le porte a nuovi impianti logistici la strada da seguire per uno sviluppo del territorio che sia anche rispettoso dell'ambiente».Le logistiche, però, portano lavoro: attualmente si calcolano 15mila occupati nel settore, triplicati in meno di quattro anni. Come coniugare il "no" a nuove logistiche con l'esigenza di fare crescere l'occupazione, soprattutto nel pieno della crisi innescata dall'emergenza Covid?«Le logistiche portano lavoro di bassa qualità e con pochi diritti - risponde Villani -. Dobbiamo seguire una strada diversa investendo, ad esempio, nel recupero ambientale. Con la partenza di piani per le opere pubbliche finanziate con il recovery fund, inoltre, si apriranno nuove occasioni per creare lavoro meno precario e con più diritti rispetto a quello che offrono le logistiche».C'è un altro punto dolente da affrontare se si bloccano nuove logistiche: quando si insedia una grande azienda, i comuni interessati incassano molto per gli oneri di urbaanizzazione e le compensazioni ambientali. Devono rinunciarci?«La strada per gli investimenti pubblici non può essere quella delle compensazioni, I Comuni devono lavorare per ottenere fondi regionali, statali ed europei. In questo modo si potranno realizzare comunque le opere necessarie senza che sia necessaria concedere enormi quantità di terreno agricolo da cementificare». --