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Guglielmo Buccheri/TORINOL'Italia del bel gioco e delle bellissime intenzioni non ha ancora scelto il suo numero nove. Nessun allarme a due mesi e mezzo dal via agli Europei, ma questione di gradimento che mette i due predestinati, Immobile e Belotti, sullo stesso piano. Il ct azzurro Roberto Mancini, al netto dei contrattempi fisici del centravanti laziale o del capitano granata, ha usato il massimo equilibrio nella gestione del ruolo: 728' sono i minuti giocati da Immobile dentro le 28 sfide nella gestione cominciata il 28 maggio del 2018, 841' quelli vissuti in campo dal Gallo, miglior uomo-gol in questi quasi tre anni a quota 6 centri (tutti in trasferta) contro i quattro dell'amico ed ex compagno a Torino. Immobile o Belotti, la storia continua. A Parma, 48 ore fa, è toccato al Ciro biancoceleste e gli effetti sono stati positivi: movimenti giusti, vivacità fino all'ultimo assalto e rete del 2-0 all'Irlanda del Nord. Domani, l'Italia torna subito in campo, a Sofia per sfidare la Bulgaria nella seconda gara di qualificazione per il Mondiale in Qatar 2022 e, in campo, ci sarà Belotti. «Sono così amici che non sanno cosa sia l'invidia: uno è contento delle fortune dell'altro...», così Mancini nella notte di Parma e dopo aver allungato a 23 la serie senza sconfitte della sua Nazionale. Amici e rivali, Immobile e Belotti arriveranno alla vigilia degli Europei in attesa di conoscere le eventuali gerarchie, qualora dovessero nascere. In principio, Mancini era pronto a scommettere su Balotelli, ma, Balotelli, lo ha tradito ancora una volta. Dopo quasi tre anni, l'orizzonte si è, inevitabilmente, ristretto con l'unica, possibile, alternativa alla coppia di amici nel «parigino» Kean, prototipo del giocatore moderno e capace di interpretare la figura del centravanti esterno o da area di rigore. Kean e, un domani, Scamacca, con Caputo, oggi, nel gruppo perché utile nel caso il ballottaggio Immobile-Belotti dovesse spezzarsi per cause di forza maggiore. --© RIPRODUZIONE RISERVATA