Senza Titolo

m. grazia piccalugaChi non ha incontrato almeno una volta sul proprio cammino un rompiscatole, una persona petulante, un saccente tuttologo da bar o un vicino di casa rumoroso e arrogante? Nel suo nuovo libro Piersandro Pallavicini - professore ordinario al dipartimento di Chimica dell'Università di Pavia e romanziere di lungo corso - offre una galleria di ritratti così ampia che ce n'è davvero per tutti. E, con un proposito forse catartico, lo scrittore propone anche il modo per eliminarli.L'intento è svelato già nel titolo: "L'arte del buon uccidere" (Mondadori, Strade blu, 180 pagine), da oggi in libreria.Professore, lei suggerisce contrappassi chirurgici per i molesti ma poi dedica il libro "agli ultimi anacronistici sostenitori della gentilezza". «La gentilezza e la cortesia, purtroppo, sono atteggiamenti perdenti nella società di oggi. Alla minima frizione le persone tendono a metterti un dito nell'occhio. E dunque il mio invito è: "Siate cortesi e se proprio non ce la fate leggete il libro e immaginate con me un'eliminazione su misura, in grado di ripagare con la stessa moneta chi ci causa stress, ansia, insofferenza, fastidio».Una vendetta virtuale.«Vorrei far sorridere in un momento in cui tutti siamo tartassati dalla situazione contingente difficile. Il mio è un suggerimento sarcastico, di humor nero». Si sorride, ma si riflette anche su temi seri. C'è il tipo "Odio tutti" che va anche oltre il razzismo. «Questa figura, piuttosto frequente da incontrare, in genere non indirizza il suo odio verso una categoria in particolare, asiatici o neri ad esempio, ma lo riversa su tutti, si arrabbia con chi non gli è famigliare, contro chi è "altro". Vive con fatica un'incapacità di confrontarsi con il prossimo che vede sempre meglio di lui, più fortunato, ma a suo avviso meno meritevole».Anche il tuttologo da bar è una specie in aumento...«Una categoria prettamente maschile. Privo facoltà autocritiche e autoironiche, dotato della tipica sbruffonaggine che solo alcuni maschi riescono a concentrare in un singolo individuo».Da qualche anno sono migrati sul web.«Solo che il bar a una certa ora chiude, invece sulla Rete non si fermano. Su Internet molti danno il peggio di sè, sta diventando una piaga sociale».Chi è il Precisatore di Rete?«Quello che va alla ricerca ossessiva del pelo nell'uovo di un post, che smania nel cercare il difetto, critica il dettaglio». Lei frequenta i social?«Mi sono un po' disintossicato. Seguo poco Facebook che richiede una certa presenza, un'interazione. E sono più curioso di vedere cosa scrivono gli altri. Meglio Twitter, che dà anche notizie, ma anche Instagram mi diverte».Ha persino due profili.«Uno che ho aperto io, piuttosto noioso in cui pubblico foto di dischi. L'altro, recente, invece lo cura mia figlia. Direi anche molto bene. Si fa pure pagare (ride)».Dica la verità, uno dei rompiscatole della sua galleria di personaggi l'ha incontrato, magari quello che al cinema risponde al telefono o quello che ti uccidono con un'ascella...«In genere uno scrittore tende a mescolare elementi biografici ad altri di pura invenzione. Nel libro ho costruito personaggi universali». --© RIPRODUZIONE RISERVATA