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carlo e. gariboldiChi ha la fortuna di abitare all'ultimo piano del "palazzo di vetro" di Pavia, penserà di vivere in alto e di dominare la città.I tree-climber, ossia i giardinieri volanti, che il 9 e 10 febbraio scorso all'Orto Botanico hanno visitato e controllato il platano di Scopoli, stavano almeno dieci metri sopra il terrazzo del condominio di lusso a pochi metri dal ponte della Libertà.«Il platano ha smesso di crescere e gode di ottima salute», ha annunciato ieri mattina l'Università di Pavia.Gestire un patrimonio di alberi è bello ma comporta responsabilità. Così, tredici ani dopo l'ultimo test, il direttore e il curatore dell'Orto Botanico, Francesco Bracco e Nicola Ardenghi, hanno deciso di fare una verifica strutturale.dati confermatiPotrebbe sorprendere il fatto che la misurazione fatta da una ditta specializzata, avrebbe accertato che il platano è alto 45 metri, esattamente come 26 anni fa. «Questo ci dice che si tratta di un albero maturo - spiega Ardenghi -: siamo di fronte a una pianta sana e sicuramente fortunata. I platani tendono ad avere il tronco cavo e, senza strumenti tecnologici idonei, è difficile essere certi delle condizioni di salute».I platani, anche in Lombardia, negli anni passati sono stati attaccati da un fungo che portava il cosiddetto cancro colorato del platano.«Gli imprevisti ci sono sempre, ma chi vuole venire a visitare il nostro platano può venire con calma - scherza i l curatore dell'Orto -. Si vede che il nostro platano si trova in una particolare situazione fortunata. Su piante così sane è più difficile che vengano attaccate dai funghi».la storiaIl platano di Scopoli, prende il nome dal naturalista che piantò un singolo seme in memoria di Carlo Linneo, ossia il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi. Correva l'anno 1778, cinque anni prima lo scienziato e monaco Fulgenzio Vitman aveva fondato l'Orto di Pavia sulle orme del precedente Orto dei semplici.le misureIl platano piantato alla fine dell'era di Maria Teresa d'Austria, ha vissuto il risorgimento, diverse guerre e appare a noi ancora splendido. La circonferenza del fusto è di dieci metri e una larghezza della chioma di circa trenta metri.«L'albero è stato oggetto di un'indagine visiva secondo il metodo V.T.A. (Visual Tree Assessment) - spiegano in Università -, effettuata con il supporto di un drone dotato di telecamera, che ha permesso di esaminare anche le parti della chioma non visibili da terra. La verifica è stata completata con approfondimenti strumentali eseguiti mediante dendrodensimetro, per indagare lo stato dei tessuti legnosi delle branche in chioma, e tomografo sonico 3D, per la verifica della densità del fusto al colletto (la zona di transizione tra radici e fusto, che è quella più sollecitata dal punto di vista biomeccanico), valutando l'eventuale presenza ed estensione di cavità interne. Attraverso la tecnica del tree-climbing, arboricoltori certificati sono saliti in quota con l'aiuto di funi, per la rimozione delle porzioni disseccate della chioma». --© RIPRODUZIONE RISERVATA