Pavia ha ricordato le vittime della torre Il vescovo: «Vicini alle famiglie colpite»
PAVIAAdriana Uggetti oggi avrebbe 50 anni, Barbara Cassani uno di meno. Erano poco più che adolescenti quando la loro vita venne improvvisamente schiacciata sotto il peso delle macerie della Torre Civica, quel 17 marzo di 32 anni fa. Le due amiche inseparabili si trovavano davanti alla vetrina di Vittadini, il negozio di calzature all' angolo tra via Omodeo e via Bossolaro e probabilmente non ebbero neppure il tempo di accorgersi di ciò che stava accadendo. E insieme alle due giovani di San Genesio, Pavia dovette anche piangere la morte dell'albergatore 76enne Giulio Fontana e dell'edicolante Pia Casella Comaschi, che di anni ne aveva 52.Il ricordo dei due sindaciA loro è andato il ricordo ieri, nel corso della cerimonia commemorativa - riservata alle sole autorità a causa delle misure di contenimento del Covid - che ha visto la semplice deposizione di una corona di fiori, in piazza Duomo, alla presenza del sindaco di Pavia Fabrizio Fracassi, del prefetto Rosalba Scialla, del Vescovo Corrado Sanguineti, del presidente della Provincia Vittorio Poma e del sindaco di San Genesio, Cristiano Migliavacca. «Le restrizioni ci impediscono, tra mille altre spiacevoli conseguenze, di onorare nella forma dovuta i nostri morti - ha commentato Fracassi - la pandemia, però, non può fermare la rievocazione di quel fatto e di quei nomi. Non deve fermarla. Quei nomi fanno parte, tragicamente, della nostra storia; ed essere una comunità è anche questo: non permettere alle difficoltà del presente di cancellare la nostra identità. Le commemorazioni, a volte, hanno un qualcosa di retorico, che stona specialmente quando i problemi del presente reclamano per sè ogni attenzione come in questo caso. Ma ora no. Questa è la memoria di una ferita che non si è mai rimarginata. Di certo non per i familiari delle vittime; ma io credo valga per tutta la città, che quel giorno partecipò al loro dolore e che ancora vi partecipa». La ProvinciaE il presidente della Provincia Poma ha ricordato come «la commemorazione riapra questa ferita, il dolore di quattro vite perse nel crollo della torre. E richiama anche a non dimenticare mai quanto sia importante per noi amministratori avere un occhio attento sulla conservazione dei nostri beni architettonici e culturali. Che sono una condizione di vita per le città, ma che in questo caso sono diventate una tragica condizione di morte». Infine il Vescovo Sanguineti ha aggiunto, durante la deposizione dei fiori, che si è trattato di un «gesto misurato e sobrio, ma è significativo il fatto che la città abbia voluto ricordare le sue quattro vittime. Una memoria che diventa anche vicinanza alle famiglie che furono colpite». --Daniela Scherrer