Il clima che cambia spiegato (bene) da Filippo Giorgi
L'ultimo biennio è da segnare con la matita rossa per quanto concerne gli eventi climatici: siccità e incendi in Australia, ondata di calore record in Europa, alluvioni in tutto il mondo, fusione accelerata dei ghiacci della Groenlandia e in Italia la tempesta Vaia che ha distrutto decine di migliaia di ettari di foreste alpine di conifere. A ricordarceli, mettendoli in fila in un'inquietante sequenza, è Filippo Giorgi, fisico, climatologo, Premio Nobel per la pace 2007 come membro dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change ).Oggi, alle 18, sarà in collegamento con il collegio Ghislieri di Pavia su piattaforma zoom(il link sarà comunicato sul sito ghislieri.it e sui canali social del Collegio) rifletterà su una domanda divenuta ormai collettiva: siamo di fronte ad una pandemia ambientale globale?«Le persone stanno cominciando a rendersi conto che si era andati un po' troppo in là e che la pandemia da Covid-19 rientra nel discorso più generalizzato della crisi ambientale in cui stiamo vivendo - affermato in una recente intervista al nostro giornale -. Anche Biden ha messo fra le tre priorità il clima, come pure l'Europa e l'Italia. Forse abbiamo cominciato a capire che la direzione in cui si stava andando non era quella giusta». Nel settore della climatologia Filippo Giorgi è considerato un luminare. Ha infatti lavorato a lungo nel National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, nel Colorado e, nel 1998, si è trasferito all'Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics (ICTP) di Trieste dove è il direttore della sezione di Fisica della Terra. Fino al 2008 è stato membro del comitato esecutivo (Bureau) dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che nel 2007 ha vinto il Premio Nobel per la Pace. Ha pubblicato più di trecento articoli scientifici ed è inserito nella lista degli scienziati più citati nell'area delle Geoscienze. Sul tema dei cambiamenti climatici ha scritto il libro "L'uomo e la farfalla". --