Bper, le garanzie del direttore pavese «Vicini al territorio e alla clientela»

L'INTERVISTAGiovanni ScarpaNessun taglio né alle filiali, né al personale. Anzi un impegno particolare sul territorio ci sarà con la creazione di una direzione di area ad hoc a Pavia. Diego Malerba, pavese, 58 anni, direttore regionale Milano di Bper Banca, rassicura risparmiatori e lavoratori dopo l'operazione che ha portato, questa estate, all'incorporazione di Ubi in Intesa S. Paolo. In attesa dell'arrivo da quest'ultima di 22 filiali fra qualche mese, nessuno toccherà i 42 operatori della provincia e i dieci sportelli attualmente operativi. «Dirò di più: garantiremo non solo i posti attuali ma anche la continuità di relazione, vale a dire rimarranno, per i nostri clienti, gli stessi colleghi di prima come punti di riferimento. Non solo. Inoltre sottolineo che saranno mantenute le stesse condizioni economiche per gli affidamenti».Quali territori comprende la Direzione regionale?«Copre le province di Milano, Pavia, Monza Brianza e Lodi. Dopo la migrazione delle filiali da Ubi, già avvenuta il 22 febbraio, e considerando quella delle filiali da Intesa Sanpaolo, che avrà luogo il 21 giugno, la direzione conterà complessivamente 82 filiali, 650 dipendenti, oltre 200.000 clienti e un prodotto bancario lordo che si avvicinerà ai 20 miliardi di euro. Delle 82 filiali, 33 saranno in provincia di Pavia con 5 sportelli in città. La banca diventerà così il secondo operatore della provincia».Sono trascorsi alcuni giorni dall'attesa integrazione delle filiali Ubi in Bper Banca, alcune delle quali sono in provincia di Pavia. Qual è il primo bilancio dell'operazione?«L'integrazione delle filiali Ubi ha interessato quasi 1,4 milioni di clienti con un salto dimensionale per la banca, anche per masse gestite, di circa il 40%. E' stata un'operazione imponente. Ora guardiamo avanti: il nostro modo di fare banca punta sulla continuità di relazione, come detto, e non a caso i clienti continueranno a rapportarsi nelle filiali Bper con gli stessi colleghi che li hanno seguiti negli ultimi anni, i quali conoscono bene le comunità e il territorio».Un numero più rilevante di filiali è in arrivo nei prossimi mesi dal Gruppo Intesa San Paolo, in base all'accordo raggiunto sul trasferimento del ramo di azienda. Come gestirete questo passaggio?«Nella seconda metà di giugno accoglieremo con entusiasmo i nuovi colleghi e clienti provenienti dalle filiali di Intesa Sanpaolo, e anche in questo caso garantiremo sia la continuità di relazione, sia il mantenimento di affidamenti e condizioni. Considerate le mie origini pavesi sono ancora più motivato affinché si possa consolidare un forte legame col territorio. Ritengo un segnale importante la creazione di una direzione di area proprio a Pavia. Questo ci consentirà di essere particolarmente vicini alla clientela». Come sarà il 2021 per le famiglie e le imprese?«Sarà un anno ancora condizionato dalla pandemia, molto impegnativo. La ripresa non è dietro l'angolo e questo condiziona ancora l'attività di famiglie ed imprese. Dobbiamo comunque avere fiducia e attrezzarci per la ripartenza: in questo contesto il nostro Gruppo ritiene di avere tutte le carte in regola per giocare un ruolo importante». --