Mede, 30% di tamponi positivi «Il virus è ancora tra di noi»

medeIl paese dell'immunità di gregge tra gli over 50 con quasi 3mila vaccinati metà della popolazione complessiva contando anche gli under 50, deve ancora fare i conti con il virus ed una diffusione che non accenna a rallentare nonostante le restrizioni a Mede sia partite già un mese fa, prima dell'inasprimento generale delle regole. «Non è finita, il virus è ancora tra noi» ha spiegato ieri sera nel suo bollettino il sindaco Giorgio Guardamagna. A far scattare l'allarme sono stati i 43 tamponi positivi su 122 analizzati in uno degli ennesimi controlli a tappeto a Mede svolti nella palestra comunale ormai diventata un centro per i tamponi. È successo martedì e ieri sono stati comunicati altri 13 positivi. Il combinato di questi dati però non fa dormire sonni tranquilli ad una Mede per metà immune: 30% di positività, il triplo delle media regionale. «Dati non buoni» ha commentato subito il sindaco.Insomma il virus non se ne va dopo aver colpito Mede con la variante inglese ancora prima degli altri. Un mese fa era scoppiato il focolaio alle scuole del paese. Prima le chiusura degli istituti, poi la zona rossa locale solo a Mede (ed altri tre paesi lombardi) in mezzo ad una regione ancora gialla. Ma anche una campagna vaccinale accelerata con di fatto tutti coloro che hanno più di 50 anni che hanno ricevuto la prima dose. Ne sono avanzate solo 200, riutilizzate altrove. Di fronte ai dati di martedì e di ieri il sindaco leghista Giorgio Guardamagna ha spiegato che «ciò significa che il contagio non si ferma e che noi dobbiamo continuare a prestare sempre molta attenzione. La situazione generale sta per portare l'Italia a nuove restrizioni, sperando che la campagna vaccinale abbia l'accelerata che tutti auspichiamo». --S.bar.