Cantina di Canneto, sfiduciata la presidente

CANNETO PAVESE Terremoto alla cantina sociale di Canneto Pavese. A poco più di un anno dalle elezioni dei nuovi vertici della cooperativa, dopo lo scandalo giudiziario, 9 consiglieri su 11 hanno firmato una mozione di sfiducia chiedendo le dimissioni immediate della presidente Antonella Papalia e del vicepresidente Tonino Bolognesi. Le firmeLa sfiducia, sottoscritta da Mario Cordini, Amedeo Gasio, Valerio Gramegna, Adriano Nonna, Giuseppe Papavero, Massimo Piovani, Angelo Prevedini, Mauro Riccardi e Gianni Rossi (non hanno firmato Carolina Bertoli e Roberto Ceccherini), è arrivata alla vigilia della discussione, nella riunione del Cda in programma martedì scorso, della bozza del piano industriale, inviata anche a Coldiretti, Cia e Legacoop. Riunione che, però, è stata disertata dai consiglieri «ribelli». Un fulmine a ciel sereno per la presidente, che ribadisce come le decisioni siano sempre state prese in modo collegiale e che, fino all'ultimo incontro di 15 giorni fa, non erano emerse critiche all'operato dei vertici. «Non ci hanno nemmeno comunicato le motivazioni ufficiali - afferma Papalia con grande rammarico -. Pensiamo che il problema sia sorto da alcune scelte contenute nel piano industriale, ma credo che, prima di dire che un progetto è sbagliato, sia utile parlarne e confrontarsi. Così non è stato». Il Cda di martedì, tra l'altro, aveva all'ordine del giorno nuovi importanti progetti per il post Covid: oltre alla discussione sul piano industriale, si sarebbe dovuto parlare della nuova rete vendita di 18 agenti, con due nuovi contratti appena stipulati, e dell'allargamento a 15 del consiglio per garantire maggiore rappresentatività. «Io e il vicepresidente siamo fieri del lavoro fatto finora, perché siamo riusciti a portare fuori la cantina dall'emergenza e adesso si iniziavano a vedere i primi frutti - aggiunge la presidente -. Invece, con questa mossa inspiegabile, si rischia di azzerare ancora dopo un anno la dirigenza e affossare quello che è stato fatto finora». Per il momento Papalia e Bolognesi hanno deciso di non dimettersi, ma oggi partirà la convocazione di un Cda straordinario per mercoledì prossimo, alle 14, per confrontarsi sui problemi e, se possibile, trovare una soluzione comune: «Io credo che ci siano ancora i margini per ricucire e proseguire nel lavoro avviato in Cantina - è l'auspicio di Papalia -. Se non sarà così credo che la mossa più opportuna sarà quella di rimettere il mandato nelle mani dei soci, in modo che siano loro, attraverso nuove elezioni, ad indicare chi dovrà guidare la cantina per il prossimo triennio». Presidente e vice, quindi, chiudono la porta a qualsiasi gioco di palazzo, per nominare altri vertici scelti tra i membri del Cda, un'opzione che sta circolando in queste ore negli ambienti vicini alla cantina, e chiedono che la parola torni nuovamente ai soci. Bocche cucite, infine, tra i consiglieri che hanno firmato la sfiducia, che, interpellati, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, ma nelle prossime ore potrebbero spiegare le ragioni dello strappo. --Oliviero Maggi