Gli studenti di medicina in piazza «Rimandateci a studiare in corsia»

PAVIA I tirocini medici devono essere svolti in presenza, impensabile fare esperienza a distanza: questa la richiesta emersa dalla manifestazione organizzata ieri dal coordinamento per il diritto allo studio Udu e dal gruppo Kos in piazza della Vittoria. Un'iniziativa che ha visto più di 200 studenti universitari, di tutte le facoltà ma soprattutto di medicina, raccontare le loro storie chiedendo di tornare a svolgere i tirocini in presenza. Giusto per fare un esempio, imparare sul video come fare una iniezione è sempre una pratica sconsigliabile, pure per chi si diletta su Youtube; figuriamoci quando diventa obbligatorio insegnarlo ad un ragazzo che un giorno diventerà dottore. i dubbi dei futuri mediciOvvio pensare che i futuri medici debbano imparare le basi del mestiere dal vivo, nello specifico attraverso i tirocini, ma questo tipo di percorso ormai va a singhiozzo da un anno, parallelo alle restrizioni anti Covid. Risultato, gli studenti delle università, compresa quella di Pavia, si ritrovano a svolgere tirocini a distanza. Se la cosa diventa difficile in qualsiasi corso di laurea, per quelli come medicina dove solo l'esperienza diretta può saggiare le abilità di chi un giorno lavorerà in una corsia di ospedale, lo è forse ancora di più. Eppure gli ultimi mesi di pandemia hanno sottolineato una volta ancora l'importanza del comparto sanitario e di un personale adeguatamente formato soprattutto in caso di emergenza. Le attuali restrizioni però, seguono il percorso inverso, racconta Simone Agutoli, segretario dell'Udu: «L'area scientifica vive i disagi maggiori, sono studenti che devono fare esperienze pratiche alle quali non si può sopperire a distanza. Oltre a Medicina, penso a Biologia e Scienze del Farmaco. Chiediamo formazione in presenza e aiuti economici: abbiamo scritto alla Regione, ma non è stata presa nessuna decisione concreta». Tra aperture e chiusure delle Università, molti ragazzi hanno continuato a sostenere dei costi: gli affitti, così come le rette dei collegi e le tasse dell'Ateneo sono rimaste immutate. Giulia Borsato ha 23 anni e viene da Treviso: «Sono appena tornata a Pavia, cancellano i tirocini e le lezioni sono sospese. È una botta psicologica ed economica perché pago l'affitto e non posso fare sempre la spola con Treviso. Sono al quinto anno di Medicina, ma studiando in webcam non posso dire di sapere fare una iniezione. L'anno prossimo potrei pure trovarmi in guardia medica». Insomma, un futuro a tinte fosche, conferma Melissa Maeder, responsabile organizzazione Udu: «Sono rivendicazioni di un anno fa, mai considerate. Siamo stanchi di essere quelli sacrificabili solo perché non portiamo fatturato. C'è in ballo il futuro di quella classe dirigente che un giorno andremo a rappresentare». «Stiamo laureando persone entrate in tirocinio a singhiozzo - sottolinea Jacopo Logiudice segretario del gruppo Kos -. Chiediamo che l'Università ed il San Matteo programmino le attività in presenza». Laconica la frase su un cartellone portato da un ragazzo, poche parole che sintetizzano il paradosso in atto: «Non so fare una puntura». --Alessio Molteni