Motta Visconti, due positivi nella festa a casa della nonna
il casoGiovanni ScarpaUna festa di compleanno in un'abitazione privata con una quarantina di ragazzi, di cui due risultati poi positivi. E' l'ennesimo caso di focolaio partito per un'imprudenza quello che una decina di giorni fa ha visto protagonisti un gruppo di giovani non solo di Motta ma anche di Besate.L'occasione è stata una festa organizzata da uno degli adolescenti che ha invitato un gruppo di amici nella casa non più abitata che era della nonna. Ma fra loro c'erano anche due contagiati. Ora il sindaco, Primo De Giuli, ha deciso il giro di vite: controlli anche serali in giro per il paese, richiesta di intervento alle forze dell'ordine, check point previsto per domani sulla strada che porta a Ticino. Dove, domenica scorsa, c'erano circa 200 auto. Il provvedimento era stato preso prima dell'entrata in vigore della zona arancione rinforzata decisa dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana. «In ogni caso io non la ritiro _ spiega De Giuli _ perchè quella è la zona più a rischio del Comune, almeno alla domenica». Domani, anzi, ci sarà anche una pattuglia di vigili a presidiare l'entrata della strada che porta al fiume, con tanto di cavalletti promette il sindaco.Ma le zona da controllare, soprattutto di sera, sono diverse. L'altra sera una pattuglia dei carabinieri ha presidiato l'entrata in paese sulla strada che arriva da Casorate. In centro abitato, è lo stesso sindaco a girare per le vie per verificare che non ci siano assembramenti. «Spesso i luoghi di ritrovo dei ragazzi sono il centro civico e il campo sportivo _ racconta _ dove scavalcano la recinzione per andare a giocare a calcio. Capisco che a quell'età è difficile starsene in casa, ma non sono comportamenti assolutamente tollerabili. E neppure di organizzare feste, come successo qualche settimana fa dove una quarantina di giovani si sono ritrovati in un'abitazione della nonna di uno di loro, ormai vuota da tempo, salvo poi scoprire che due invitati erano positivi». La situazione in paese, come altrove, non è affatto tranquilla.«Ci sono all'incirca un centinaio di positivi _ rivela De Giuli _ concentrati soprattutto in diverse famiglie dove si è verificato un contagio, via via poi esteso a tutti gli altri componenti. Cinque o sei casi sono piuttosto gravi, con ricovero in ospedale. Io continuo a predicare prudenza. Non lo dico solo ai ragazzi, ma anche adulti. Perchè spesso anche loro non stanno alle regole. Più di una volta sono dovuto intervenire per assembramenti fuori dai bar, con qualcuno che non indossava neppure la mascherina. Un caffe, la sigaretta, due chiacchiere ravvicinate. Imprudenze che possono costare poi care. Ma controllare tutto e tutti è impossibile, soprattutto per noi che abbiamo pochi mezzi a disposizione, a partire dagli agenti della polizia locale». --