Fortunago, festa di S. Valentino con focolaio al circolo Anspi

FORTUNAGO La festa di San Valentino (iniziativa regolare) finisce con quattro contagiati dal Covid. Non è stato fortunato il gruppo che domenica 14 febbraio si era ritrovato al circolo Anspi di Sant'Eusebio, una piccola struttura realizzata alcuni anni fa, con lo scopo di creare un punto di aggregazione nella frazione del comune di Fortunago. Il circolo da anni, solitamente aperto durante la settimana solo con servizio di bar, offre anche servizio di ristoro ma solo nelle occasioni. Come San Valentino, appunto. In osservanza delle norme anti-covid nel corso del 2020 non sono stati organizzati eventi ma tornando la Lombardia in zona gialla i gestori del locale, di proprietà del comune di Fortunago ma da sempre affidato a seconde persone per renderlo fruibile e tenerlo aperto, hanno deciso di organizzare la festa degli innamorati. In considerazione del fatto che il locale è piuttosto piccolo, seppur disposto su due piani, sono state accettate poche prenotazioni, meno di una ventina, cercando di distanziare al meglio tutti i tavoli con l'obiettivo di evitare possibili contagi. Al pranzo di San Valentino hanno preso parte coppie provenienti in particolare da Casteggio, Voghera e qualcuno di Godiasco e di Montesegale. Meno di una ventina, ma tanto è bastato per diffondere il virus tra alcuni clienti. Qualche giorno la festa dopo qualcuno ha accusato febbre e sintomi riconducibili al Covid tanto da dover ricorrere alle cure dell'ospedale di Voghera. Per questo motivo è scattato subito l'allarme. Il sindaco di Fortunago ha immediatamente firmato l'ordinanza di chiusura del locale per evitare il diffondersi del contagio. «Il Circolo Anspi - spiega il sindaco Pier Achille Lanfranchi - rimarrà chiuso fino a che non cesserà l' emergenza e comunque, prima di permettere la riapertura del locale e del bar, dovrà essere effettuata un'accurata sanificazione per garantire ai futuri fruitori di questo circolo destinato prevalentemente ai pensionati di potervi accedere con la massima tranquillità». --ALESSANDRO DISPERATI