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La strageOmicidi senza sensonel cuore dell'AfricaLa morte dell'ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e di Mustafa Milambo, autista del World Food Programme mi ha molto colpito: non si può morire così, ammazzati facendo un lavoro dove ci si mette a disposizione dell'altro, di chi ha bisogno, di chi è fragile. Era il loro lavoro, certo, e sicuramente erano a conoscenza dei rischi a cui andavano incontro però, nonostante questo, è una morte assurda, contro ogni logica e, soprattutto chi commissiona un omicidio come questo fatico veramente a considerarlo un essere umano con un cuore, un pensiero, dei valori. Appresa la notizia dalla radio della loro morte, il primissimo pensiero è andato ai tanti volontari, cooperanti, che sono in giro per il mondo e anche ai tanti referenti locali senza i quali non si realizzerebbero i progetti, responsabili delle progettualità di tante piccole associazione che cooperano nel mondo. Ho pensato a loro che tutti i giorni rischiano la vita nei posti dove si realizzano i progetti, maneggiando denaro, avendo a che fare con la gente del posto, di tutti i tipi, buoni, bravi e cattivi, anche approfittatori e ho pensato che c'è veramente tanto bisogno di solidarietà, di cultura della solidarietà, di volerci un po' bene tutti. Sarò banale ma questo mi sento di dire. Mi dispiace che Luca, Vittorio e Mustafa siano morti. Ruggero Rizzinivolontario AinsIncapacità"Il carrozzone"e la vaccinazioneA quanto pare non riusciamo a completare le vaccinazioni Covid perchè gli ultra ottantenni non riescono a prenotarsi. Invece che prendersi le colpe per l'incapacità chi gestisce il "carrozzone" si lava mani e piedi ? Siamo tutti schedati e mi domando se con tutta la tecnologia che abbiamo sia difficile individuare a chi spetta vaccinarsi per primo per poi fare una semplice chiamata telefonica di conferma invece di aspettare che i nonni diventino esperti di computer.Gli anni passano ma le complicazioni organizzative non riusciamo propio a debellarle... il "carrozzone" ha troppe gomme bucate per andare forte: peccato!F. M.Piccole cittàMedeEuropea, un sogno possibileNei piccoli paesi si fatica a trovare persone disponibili ad esporsi al pubblico giudizio, a candidarsi alle elezioni per non essere identificati come di destra, sinistra, centro. E anche a Mede immagino si fatichi a trovare persone con le competenze necessarie, sia difficile superare pregiudizi, simpatie.A Frascarolo, dove sono consigliere di minoranza, ho proposto di valutare la fusione con Torre Beretti in una unica realtà amministrativa: l'unione fa la forza, serve fare sistema e coordinarsi; a tale proposito è troppo rivoluzionario pensare a Villa Biscossi come frazione di Mede? Pensare a una fusione Frascarolo e Torre prima e poi come quartiere di una Mede che nei prossimi anni diventi una sorta di Comune-diffuso dove ad amministrare e a rappresentare alcune migliaia di cittadini ci sia un consiglio comunale e un solo Sindaco, la cosa potrebbe portare ad ottimizzare le risorse e migliorare la situazione ?Sì, sono un illuso, e proprio perché sto invecchiando ho compreso il detto: teatrino della politica; quindi mi permetto di mettere sul piatto un altro argomento. Un sindaco, un presidente, con le loro scelte fanno la politica, realizzare prima un parcheggio o sistemare un parco giochi, chiudere un pronto soccorso o costruire una scuola sono la politica: sono decisioni di destra, sinistra o centro? Credo che alle persone interessi sempre meno, in un 'paesone' come Mede al pari di città come Milano: contano i fatti e quindi mi auguro, qualunque sarà il risultato elettorale, di avere una MedeEuropea con il prossimo Consiglio Comunale più inclusivo, dove il Sindac* elett* coinvolgerà maggiormente gli altri candidati sconfitti anche come Assessori se potrà servire a fare scelte più condivise possibiliMatthew DragoFrascaroloEuropea