Pressing su Lomellina Energia per evitare il caos nell'area Clir

PARONA I sindaci lomellini fanno pressione su Lomellina Energia affinché sposti l'ultimatum del 1° marzo. Entro questa data il Clir, società per azioni (ex consorzio) che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, dovrebbe saldare circa 1,6 milioni di euro di arretrati: in caso contrario i suoi camion non potranno più smaltire il rifiuto indifferenziato al termodistruttore paronese gestito da Lomellina Energia. «Ma in caso non riuscissimo a convincere Lomellina Energia - chiarisce Francesco Perotti, sindaco di Dorno - posso assicurare che l'immondizia non rimarrà accatastata per le strade della Lomellina: la soluzione più ovvia, anche se in salita soprattutto per i Comuni più grandi, sarebbe un affidamento diretto alla stessa Lomellina Energia». Sono giorni cruciali per il servizio dell'igiene urbana in gran parte della Lomellina. Dopo l'ultimatum lanciato dalla società paronese controllata dalla milanese A2A, i sindaci lomellini stanno facendo pressioni per tentare di trovare una soluzione condivisa e, soprattutto, non con l'acqua alla gola. Senza dimenticare che sabato 27 febbraio è stata convocata l'assemblea dei soci per avviare l'iter di messa in liquidazione del Clir. Francesco Perotti elenca le soluzioni possibili. «Prima di tutto - spiega il sindaco di Dorno - il Clir, entro la scadenza di lunedì 1° marzo, dovrebbe formalizzare l'eventuale impossibilità di proseguire nel servizio di raccolta e smaltimento: se ciò avvenisse, ogni Comune dovrebbe attivarsi per firmare un contratto diretto con Lomellina Energia, ma questa prospettiva non appare così semplice. I Comuni più grandi, fra cui Dorno, dovrebbero approvare un affidamento diretto con somma urgenza, ma si deve anche valutare il fatto che alcuni di noi avevano a suo tempo firmato un contratto di servizio con il Clir. Di conseguenza, si dovrebbe capire come annullare questo contratto in tempi rapidissimi».I problemi dei Comuni più grandiL'articolo 36 del Codice dei contratti pubblici regola i cosiddetti contratti sotto soglia consentendo appalti d'importo inferiore a 40mila euro mediante un affidamento diretto anche senza la consultazione di due o più operatori economici. I Comuni più piccoli non avrebbero problemi, ma quelli maggiori come Mortara, Mede, Sannazzaro e Dorno, avrebbero qualche ostacolo burocratico in più da superare. Poi c'è l'iter di messa in liquidazione. La presidente del Clir Federica Bolognese ha convocato l'assemblea per la mattina di sabato 27 a Mede, ma il luogo potrebbe essere modificato se Mede dovesse rimanese in zona rossa. I sindaci dovranno portare il voto dei rispettivi consigli comunali, chiamati a esprimersi sulla fine del Clir.«Se la maggioranza - aggiunge Perotti - darà il via libera alla messa in liquidazione, allora si dovrà convocare un'ultima assemblea a carattere straordinario, entro la fine di marzo, per confermare il voto alla presenza di un notaio». Sulla vicenda si esprime anche Silvia Ruggia, sindaco di Lomello. «Il mio Comune - commenta - non uno è di quelli che vuole affossare a tutti i costi il Clir: mi dispiace che in questa occasione così delicata e, in un certo senso, anche storica, diversi Comuni abbiano preferito coltivarsi il proprio orticello senza pensare al bene comune della Lomellina. Sarebbe stata necessaria una maggior unità di intenti». --Umberto De Agostino