In Lomellina primo studio sulle malattie del riso diffuse attraverso l'aria
CASTELLO D'AGOGNAÈ stato portato avanti fra la Lomellina e Torino il primo lavoro al mondo svolto in risaia estraendo il Dna delle malattie funginee presenti nelle piantine. Lo scopo era capire quando avvengono le infezioni da Pyricularia oryzae, fungo fitopatogeno che causa la grave malattia del riso nota come brusone. La ricerca è stata condotta da Agroinnova, centro di competenza per l'innovazione in campo agroambientale dell'Università di Torino, in collaborazione con l'Ente nazionale risi. In risaia le fonti di diffusione degli agenti patogeni possono essere il seme, l'acqua o il suolo, ma anche l'aria gioca un ruolo molto importante soprattutto per le spore diffuse per via aerea. Il lavoro svolto dall'Università di Torino e dall'Ente nazionale risi rappresenta un significativo avanzamento nella comprensione della diffusione per via aerea dei patogeni fungini del riso, utile per la prevenzione e la corretta impostazione della difesa fitosanitaria. In un campo di riso nei pressi del Centro ricerche di Castello d'Agogna è stato attivato un captaspore, strumento impiegato per monitorare la presenza di spore nell'aria, che ha iniziato l'attività di raccolta di campioni nel giugno scorso e ha poi monitorato la presenza di spore fungine in risaia per 73 giorni consecutivi. «È un lavoro molto laborioso - spiega Simone Silvestri, tecnico dell'Ente nazionale risi - perché le strisce adesive in grado di catturare le spore fungine sui captaspore devono essere poi portate in laboratorio. L'osservazione al microscopio è un'attività che necessita di un esperto micologo in grado di identificare le spore e risulta dispendiosa in termini di tempo». L'insieme delle spore presenti sui captaspore, però, può fornire informazioni preziose non solo per i trattamenti contro il brusone, ma anche sulla biologia ed epidemiologia di tutti i patogeni trasmessi per via aerea. «Anziché osservare al microscopio le strisce adesive provenienti dal captaspore - conferma Davide Spadaro, docente di Patologia vegetale all'Università degli studi di Torino - è stato estratto il Dna di tutti i funghi presenti sulle strisce e successivamente sequenziato. Si è trattato del primo lavoro al mondo svolto in risaia adottando una simile tecnica innovativa per studiare il microbioma fungino aereo, cioè l'insieme di tutti i microrganismi presenti nell'aria». I maggiori generi fungini ritrovati nell'aria in risaia sono risultati Cladosporium, Alternaria, Myrothecium e Pyricularia. --Umberto De Agostino