Soldi spariti dai conti postali direttrice accusata di peculato
Maria Fiore / PAVIAPer la procura si sarebbe appropriata dei soldi di alcuni correntisti, per circa 30mila euro, firmando al loro posto i movimenti di denaro. In alcuni casi, avrebbe anche creando carte Postepay con le loro generalità, per cercare di nascondere l'autore dei prelievi. Cinzia Galvi, 60 anni, di Cava Manara, avrebbe compiuto i reati in qualità di direttrice dell'ufficio postale di corso Garibaldi a Pavia (incarico che oggi non ricopre più). Come pubblico ufficiale deve rispondere di peculato e di sostituzione di persona.rischia il processo Per queste accuse il pubblico ministero Roberto Valli, titolare delle indagini, ha già chiesto il processo e il 23 febbraio si svolgerà l'udienza preliminare davanti al giudice, che dovrà decidere in quella sede se accogliere la richiesta della procura oppure prosciogliere l'imputata. gli accertamenti di PosteLa vicenda risale al 2015, ma l'inchiesta è durata a lungo e solo di recente è arrivata alla conclusione. Tutto comincia con accertamenti di routine di Poste, che attraverso i suoi sistemi di controllo si accorge di alcune anomalie su alcuni conti correnti. Ci sono in particolare movimenti di denaro sottoscritti dai titolari dei depositi, che però negano di averli mai fatti. Dagli accertamenti risulta anche una carta Postepay aperta a nome di un correntista, ma che sarebbe stata utilizzata dalla direttrice. il licenziamentoAncora prima della conclusione dell'indagine penale, Poste decide che le anomalie riscontrate nell'ufficio postale bastano ad aprire un procedimento disciplinare a carico della direttrice: alla fine la vicenda costa il licenziamento alla funzionaria, che non sa fornire ai vertici spiegazioni plausibili dei movimenti di denaro non autorizzati. Ma insieme al procedimento disciplinare parte anche la denuncia penale. le contestazioniSecondo le accuse della procura, la donna si sarebbe appropriata di somme di denaro dai conti di sei clienti, alcuni anziani, ma anche giovani: a un 30enne sarebbe stati sottratti 5mila euro. In tutto è emerso un ammanco di circa 30mila euro. Da qui l'accusa di peculato, ma l'ex direttrice deve rispondere anche di sostituzione di persona, per avere aperto carte Postepay con le generalità di altri clienti ma che erano nella sua disponibilità. la difesaL'avvocato difensore Massimo Zucca di Pavia proverà a smontare le accuse in udienza preliminare. In quella sede sarà ripercorsa la vicenda giudiziaria ed è probabile che la difesa farà leva sull'assenza di danno ai correntisti, che erano stati tutti risarciti. L'ex funzionaria ha infatti restituito il denaro, anche se non ha ancora fornito una spiegazione del motivo degli ammanchi. «La strategia difensiva sarà improntata non solo all'ottenimento del miglior risultato processuale - dichiara l'avvocato Zucca -, ma anche alla riabilitazione della mia assistita, sia dal punto di vista umano che professionale». --