Senza Titolo

Una passeggiata in giro per la città al fianco di un cantastorie, di qualcuno capace di raccontare i luoghi seguendo un filo rosso concettuale, alla scoperta delle bellezze nascoste, dei personaggi pittoreschi, di ciò che nessuna guida di viaggio potrebbe mai rivelare. È questo il senso di The Original History Walks, la formula che dal 2010 l'associazione culturale Il Mondo di Tels propone a studenti e turisti desiderosi di vivere un'esperienza fuori dall'ordinario. A fare da guida c'è spesso Ivan Fowler, australiano di nascita ma pavese d'adozione che ha trasformato il suo amore per l'Italia in un lavoro. Cominciamo dall'inizio: cosa differenzia una History Walk (ossia "passeggiata nella storia") da una normale visita guidata?«Direi l'approccio. L'history walk è meno didascalica di una normale visita guidata, e fornisce i contenuti attraverso una narrazione basata su un tema. A Voghera, per dirne una, il filo conduttore è la libertà, concetto che ci dà la possibilità di parlare dell'ex ospedale psichiatrico, del castello visconteo (un tempo prigione), ma soprattutto di alcuni dei suoi personaggi più curiosi come Carolina Invernizio (scrittrice libera in un tempo in cui le donne libere non erano) e la proverbiale casalinga di Voghera. Facendoci guidare da uno spunto narrativo riusciamo a toccare i punti più importanti della città inserendoli in un discorso che rimane impresso al visitatore» Chi sceglie questo tipo di visita? «Inizialmente ci rivolgevamo solo alle scuole ma con il tempo abbiamo allargato la platea dei fruitori per aprirci al settore del turismo. Essendo "Il Mondo di Tels" una realtà pavese abbiamo iniziato dalla nostra provincia ( Pavia, Voghera e Vigevano) con lo scopo di promuovere un territorio un po' trascurato, ma comunque di straordinario interesse culturale: l'operazione ha funzionato, e oggi in provincia (2020 escluso) accompagniamo circa 6 mila persone l'anno, per un totale di 25mila sul territorio nazionale. Quanto a chi sono i nostri turisti, dipende: a volte sono italiani, spesso stranieri in cerca di un'esperienza di viaggio al di fuori delle solite coordinate. E' gente che ha già visto Venezia, Roma e Firenze, e che vuole scoprire angoli d'Italia che non siano stati intaccati dal turismo di massa» .Italiani e stranieri chiedono cose diverse? «Più che altro siamo noi a modificare leggermente i percorsi a seconda del pubblico che ci troviamo davanti. Agli italiani, sempre per fare un esempio, raccontiamo spesso di quando Einstein soggiornò due estati a Pavia, visitando l'Oltrepo e facendo persino una vendemmia: la conoscono in pochi, e suscita sempre un certo stupore. Ma un tedesco in visita in Italia non vuole certo sentir parlare di un suo connazionale: vuole sapere dei romani, di Leonardo Da Vinci, di ciò che ha reso il nostro Paese famoso nel mondo».Come reagiscono al termine della visita? «Rimangono sorpresi, perché mai si aspetterebbero di trovare tanta storia e tanto fascino in città come le nostre, di cui probabilmente non avevano mai sentito parlare. Arrivano senza aspettative e se ne vanno contenti di aver scoperto un posto nuovo e interessante, dove peraltro si mangia e si beve bene quanto nella più blasonata Toscana o nel vicino Piemonte». --serena simula