Senza Titolo
Paolo Baroni / ROMAIl nuovo ministro dell'Economia si è messo subito al lavoro. Le cose da fare sono tante e gli impegni già incalzano, visto che domani e dopo dovrà prendere parte da remoto alle riunioni dell'Eurogruppo e poi dell'Ecofin. Anche per questo a via XX Settembre il passaggio di consegne tra Roberto Gualtieri e il nuovo titolare Daniele Franco, è già avvenuto, subito dopo la fine della prima riunione del Consiglio dei ministri. «Abbiamo parlato del molto lavoro fatto e da fare. Sarà un'ottima guida per il Mef, lui e l'Italia possono contare su una struttura di eccellenza, di grande dedizione e professionalità», ha scritto su Twitter Gualtieri congedandosi dall'incarico che ha ricoperto nell'ultimo anno e mezzo. L'agenda del ministroSull'agenda di Franco sono già segnate diverse questioni. Quelle più urgenti riguardano le nuove misure da adottare per continuare ad arginare gli effetti delle restrizioni legate alla pandemia: c'è innanzitutto da decidere cosa fare dei 50 milioni di cartelle esattoriali che dopo l'ennesimo rinvio a marzo rischiano di essere scongelati, e poi va messo a punto il nuovo pacchetto di ristori (e sciogliere il nodo politico dei del blocco dei licenziamenti) dopo che il Parlamento nelle passate settimane ha autorizzato un nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi. È molto probabile che si proceda in qualche modo in continuità con le misure adottate sino ad ora, ma come la pensa il nuovo ministro è cosa nota. A suo parere, come ha spiegato nelle settimane passate, è importante che «la risposta data nell'emergenza con l'aumento temporaneo dei sussidi sia ricondotta a un disegno organico e coerente, che per il futuro limiti le distorsioni e renda la crescita più inclusiva». Per questo «il disegno degli strumenti di welfare e dell'intero sistema fiscale sono da considerare componenti essenziali di un progetto di rilancio dell'economia italiana, che sappia coniugare maggior crescita e maggiore equità», che poi sono i temi che il governo dovrà affrontare a breve quando dovrà mettere a fuoco tutte le riforme legate al Recovery plan.Altro tema questo di cui Franco si dovrà presto occupare in tempo per la scadenza di aprile. Debutto all'EurogruppoNon meno importante è l'incontro con i colleghi europei che servirà innanzitutto a mettere a fuoco le prospettive dell'economia europea, dopo che di recente la Commissione Ue ha aggiornato le sue previsioni, e quindi si dovrà decidere come calibrare i nuovi interventi a sostegno dell'economia, magari passando a sostegni più mirati sulla ripresa. Ma un tema ancor più delicato, in particolare per il nostro Paese (che, causa Covid, ha visto il debito schizzare quasi al 160% del Pil), è quello della sospensione del Patto di stabilità che oggi, per effetto della recessione, è congelato sino a fine anno. È chiaro che se le prospettive economiche, come tutti si augurano, nei prossimi mesi sono destinate a migliorare anche questo tema andrà ridiscusso. Non solo si ragiona su una proroga del congelamento del Patto e sull'opportunità o meno di mantenere la superflessibilità sugli aiuti pubblici alle imprese, ma anche sulla possibilità di riscrivere le regole, cosa che il commissario Paolo Gentiloni auspica da tempo e che quando stava alla Bce vedeva già d'accordo anche Draghi. -© RIPRODUZIONE RISERVATA