La torre Eni Est è rinata dopo il rogo del 2016 ma per ora non lavora
SANNAZZARO A più di quattro anno dall'incendio, sono finiti i lavoro di ricostruzioni dell'impianto Eni Est (Est sta per Eni slurry tecnology) della raffineria di Sannazzaro. Il 1° dicembre 2016 un rovinoso incendio aveva distrutto gran parte dell'impianto Est. Si era sfiorato il dramma, con una colonna di fumo denso che per ore aveva solcato il cielo di gran parte della pianura padana. A Sannazzaro, Ferrera e in altri centri limitrofi erano state pubblicate ordinanze restrittive, fino a chiudere le scuole, per timori d'inquinamento. Poi c'era stato il sequestro dell'impianto e il processo, ancora in corso, a tre manager Eni per il rogo. Una volta sbloccata la situazione, è stato avviato l'iter per la ricostruzione.La ricostruzione finitaOra è conclusa anche la fase di ricostruzione. I cantieri sono durati oltre 30 mesi, per un totale di 5,5 milioni di ore lavorate e la presenza in cantiere di una media di ottocento persone, con punte anche di 1.600 lavoratori al giorno. Ora l'impianto Eni Est è ultimato, potenzialmente pronto a riprendere la produzione.«Aspettiamo la visita del comitato tecnico regionale per la conclusione dell'iter autorizzativo, azione propedeutica all'avvio dell'impianto che ha già effettuato le prove preliminari ed è pronto alla sua entrata in funzione», spiegano da Eni.produrrà carburanti dagli scartiLa cifra investita per la ricostruzione non è mai stata ufficializzata anche se l'appalto dei lavori, assegnati a suo tempo alla multinazionale Irem con sede a Siracusa, si aggirò sui 50 milioni di euro. «Siamo orgogliosi della chiusura dei lavori - dice la direttrice della raffineria, l'ingegnere vogherese Raffaella Lucarno -. Abbiamo anche raggiunto l'obiettivo zero infortuni grazie ad Eni, alle imprese che hanno lavorato in appalto, ma anche ai metodi disciplinati nel patto per la sicurezza».L'impianto Est, che si trova a lato di strada Corradina quindi verso Ferrera, potrebbe entrare in funzione già nei prossimi mesi, ma dipenderà anche dal contesto economico. L'impianto ora ricostruito servirà per ricavare carburanti di alta qualità da residui petroliferi (greggi pesanti e bitumi) altrimenti non lavorabili e che andrebbero trattati come rifiuti o come combustibili a forte impatto ambientale. L'impianto di Sannazzaro, iniziato in 2011, è un progetto studiato internamente dal centro ricerche dell'Eni e ritenuto un vanto per il "cane ai sei zampe"--PAOLO CALVI