«Una rete di sostegno al reddito che coinvolga tutti i soggetti»

l'intervistaLuca Simeone / paviaInsieme al professor Paolo Barone ha curato il lavoro «Pavia città solidale: proposte per il rilancio», presentato a fine gennaio, proprio sul tema del povertà ed esclusione sociale. Tiziana Alti, componente del comitato scientifico della Fondazione Romagnosi e funzionaria della Direzione del lavoro, da tempo si occupa di politiche sociali e dell'occupazione.Al Comune sono arrivate 932 richieste di buono alimentare, ulteriore conferma di una difficoltà diffusa. Oltre all'emergenza sanitaria c'entra la debolezza strutturale dell'economia provinciale?«In effetti già prima della pandemia la situazione non era brillante, nel panorama regionale siamo più o meno in fondo in base agli indicatori del mercato del lavoro. L'aspetto preoccupante è che la fine del blocco dei licenziamenti alimenterà le schiere di popolazione in cerca di lavoro. E mi preoccupa ancora di più il dato sull'inoccupazione femminile: in questa fase pandemica ci sono state moltissime dimissioni di lavoratrici e sarà difficile rioccuparle. L'indicatore della povertà non coincide con la disponibilità di reddito da lavoro, ma è chiaro che la relazione è strettissima. Serve la massima attenzione a questo bisogno, tra l'altro da parte di una platea che non è ancora del tutto conosciuta perché le informazioni non solo facili da ottenere». L'Osservatorio per l'inclusione sociale che la Fondazione Romagnosi istituirà va in questa direzione? «L'abbiamo pensato proprio l'anno scorso , quando si è profilato uno scenario di emergenza sociale, con il professor Graziano e il supporto per noi fondamentale dell'Università. È necessario un approfondimento sul bisogno, prima ancora che sugli interventi. E poi va creata una comunità sociale di tutti i soggetti coinvolti, per lavorare in maniera coordinata. La storia delle politiche sociali non è quella di una vera integrazione pubblico-privato: ora c'è la necessità che si lavori in questo senso».Servono anche misure più strutturali?«Tutte le misure messe in campo dal governo per l'emergenza vanno bene, ma ovviamente si tratta di interventi una tantum e il problema resta il dopo. Bisogna immaginare che questo sostegno non abbia mai dei buchi, con una strategia di puntellamento di questo bisogno primario, almeno sul medio periodo. Dalle varie analisi, anche nostre, prima il reddito di inclusione e poi quello di cittadinanza sembravano avere determinato un cambiamento in positivo, creando una rete di sostegno per questo tipo di bisogno. Ma in questa politica di sostegno al reddito, innovativa per il nostro Paese, è entrata brutalmente la pandemia».La spesa destinata dai Comuni ai soli interventi per povertà e disagio pare poca cosa: a Pavia 11 euro pro capite secondo i dati più recenti e, a parte Voghera, negli altri Comuni della provincia è molto più bassa.«Quella sociale assorbe molta parte della spesa del Comune e comprende tante cose diverse. Bisognerebbe rimodularla, perché alla fine per povertà e sostegno al reddito, che ora è una vera emergenza, rimane poco e in genere con provvedimenti spot». --