Vecchie e nuove "città invisibili" Così le immaginano alla scuola Angelini

La classe terza F della scuola media Angelini di Pavia ha letto insieme alcuni racconti tratti da Le città invisibili di Italo Calvino. I ragazzi, poi, dovevano scrivere un racconto ambientato in una delle città che avevano ascoltato, inventare un'altra città oppure fare un disegno su una città di Calvino. Questi sono alcuni dei lavori, coordinati dal professor Gipo Anfosso. A.gh.Esiste una città nel mondo, di cui non molti sanno l'esistenza, il suo nome è Ottavia. La vita ad Ottavia è appesa ad un filo, letteralmente. Metti un piede nel posto sbagliato e cadi per centinaia di metri nel vuoto, in un precipizio. Questa è la vita degli abitanti di Ottavia, le loro case e il loro beni principali sono appesi a delle funi tra due montagne e sanno che non resisteranno ancora per molto.Liam è un ragazzo di 16 anni che vive la vita come un normale adolescente, ha il suo gruppo di amici, una fidanzata stupenda e una famiglia che gli vuole bene. La sfortuna di Liam è quella di essere nato ad Ottavia. Lui proprio odia la sua città, fin da quando era piccolo, ma come biasimarlo? Liam era stufo, non voleva più vivere lì, voleva andarsene e cominciare a vivere senza il terrore che da un momento all'altro potesse cadere nel vuoto e, inevitabilmente, non sopravvivere. Un giorno decise che doveva scoprire se esisteva un posto dove poteva vivere in pace con le persone che amava e insieme a tutti gli abitanti di Ottavia, doveva scoprire se esisteva una nuova città. Una mattina si alzò presto, avvertì tutta la sua famiglia e i suoi amici di cosa voleva fare. Ovviamente tutti cercarono di impedirglielo dicendogli che era pericoloso e che poteva anche morire, ma lui era fermo sulla sua idea e nessuno lo poteva fermare. Spiegò a tutti il suo piano: voleva costruire una mongolfiera e volare via, oltre le nuvole. A questo punto tutti presero una decisione: volevano andare anche loro con Liam. Liam un po' titubante accettò, perché sapeva che da solo non ce l'avrebbe fatta e poi perché tanto era inutile provare a far loro cambiare idea, visto che erano testardi quanto lui. Lo comunicarono a tutti i cittadini di Ottavia e alcuni accettarono di partire, altri ritenevano fosse troppo pericoloso. Cominciarono a costruire quante più mongolfiere potevano, lavorarono anche la notte e la mattina seguente erano pronti a partire. C'era una mongolfiera per ogni famiglia e la prima a partire fu quella di Liam, seguita da quelle dei suoi amici e della sua fidanzata. Quando erano tutti in volo, alcune persone si misero a riposare, ma non Liam. Erano passate più o meno cinque ore da quando erano partiti, quando videro una luce abbagliante. Le persone che stavano ancora dormendo si svegliarono e tutti rimasero immobili a fissare lo splendore che si presentava davanti a loro. C'era il sole, che splendeva e si rifletteva sul mare, appena prima di scivolare dietro l'orizzonte. A tutti venne spontaneo fare un sorriso a trentadue denti mentre atterravano sulla sabbia morbida della spiaggia. Ce l'avevano fatta, avevano raggiunto la loro nuova casa. --Alessia, classe III FScuola media angelinipavia