Senza Titolo
L'emergenzaVerso il Carnevalein zona giallaDa oggi gran parte del Paese, compresa la Lombardia, torna in "zona gialla", ma già da ieri migliaia di persone hanno anticipato i tempi riversandosi per le strade dello shopping e della movida e creando assembramenti che hanno fatto scattare il campanello d'allarme e il monito degli scienziati.Le lezioni non ci bastano mai: dopo un Ferragosto di aperture indiscriminate, un Natale e un Capodanno a singhiozzo nell'avvicendamento dei colori e nelle restrizioni o nelle deroghe per gli orari, come se il virus si fermasse al semaforo dei Dpcm o dei decreti, cioè della burocrazia e delle scelte incomprensibili della politica, ora ci aspetta un Carnevale da liberi tutti.Le ricorrenz, si s, vanno festeggiate ma questo alternare severità estreme, ai limiti della violazione delle libertà civili, a periodi inframezzati da concessioni, rimozione dei divieti, attenuazione dei controlli dimostra che se la politica basata sulla caccia al consenso prevale sulle indicazioni e sulle valutazioni della scienza non si rende un buon servizio al Paese.Incertezze o errori - ne sono stati fatti tanti - non devono indurci ad atteggiamenti ostili alla scienza, unica vera nostra ancora di salvezza: il negazionismo e l'indifferenza sono i veri nostri nemici e i primi alleati del virus.I vaccini sono e restano la nostra vera, indiscutibile speranza.Di indicazioni ne abbiamo ricevuto a iosa ma se siamo noi, coi nostri comportamenti, ad eludere le doverose azioni di prevenzione non avremo alibi nel giustificarci a posteriori. Una terza ondata sarebbe il risultato di una politica acefala che non ha il coraggio di decisioni nette e drastiche, impopolari forse ma certo più utili dei tentennamenti e delle intermittenze.Ma soprattutto sarebbe la conseguenza di azioni e omissioni che sono poste in capo alla nostra responsabilità individuale e collettiva.Un principio di chiamata in causa che riguarda tutti - ad uno ad uno - e va attuato giorno per giorno. I pentitismi postumi non vanno più di moda e ci riporterebbero al punto di partenza. Pensiamoci ora, non domani.Francesco Provinciali. PaviaPaviaChe bravo medicoil dottor ZanoccoEgregio direttore,ho saputo tramite il Vostro quotidiano di pochi giorni orsono, della dipartita, dopo una lunga esistenza dedicata alla famiglia e allo svolgimento della sua professione di medico di ambulatorio, del dottor Pietro Zanocco, che è stato (così come il figlio) mio medico condotto per molti anni.Si dedicava con estremo zelo e umanità intransigente alla cura e assistenza dei pazienti, si recava spesso al domicilio dell'assistito per visitare ed esprimere una diagnosi sulla malattia in corso.Ricordo ancora quando, anche nelle mattine gelide d' inverno, passava per dare una parola di conforto a chi ne necessitava e con il suo auscultatore si accertava di qualsiasi dettaglio. Rinnovo le condoglianze alla sua famiglia.Paola Cellario. PaviaAmbienteIl nostro panoramaun po' abbruttitoPercorrendo strade e viali si vedono sempre più spesso rifiuti lasciati a marcire nelel nostre campagne. Un fenoma di diffusa maleducazione che deturpa il nostro paesaggio lombardo. Non bastano le minacce di multe per fermare il degrado continuo che si nota intorno alla città deturpata da discariche abusive. Ovunque, dal parco della Vernavola al Canarazzo fino al ponte della Ferrovia.E sono lontani i tempi del Manzoni e di "quel cielo di Lombardia, così bello quando è bello, così splendido, così in pace", visto che anche durante il lockdown sono aumentate le polveri sottili.Arduo risolvere il problema dove resistono mancanza di rispetto e arroganza. Dobbiamo controllare le nostre azioni per limitare i danni all'ambiente. Sarebbe bello poter ritornare a respirare a pieni polmoni e ad ammirare aree verdi sgombre di rifiuti. Tutti siamo chiamati a difendere la natura, tutti dobbiamo impegnarci a mantenerla in buono stato. Possiamo fare molto per l'ambiente anche nel nostro piccolo, con semplici azione quotidiane.Luisemi. Zeccone