Topolino e Winnie Pooh al pub in attesa del ritorno dei clienti

la storiaI clienti sono seduti ai tavoli del locale davanti a una birretta per l'aperitivo senza badare troppo al colore della regione. Certo, si tratta di soggetti un po' particolari: non parlano, ma dalla vetrina lasciano una piacevole impressione di normalità. I loro nomi sono noti: Topolino, Minnie, Winnie The Pooh e Olaf di Frozen. In totale 13 clienti-peluches che da pochi giorni tengono compagnia a Nicola Grande, titolare della birreria Nix in via Volturno 14. passione birraIl locale, aperto nel 2017, serve birra artigianale, è un tempio dei degustatori, ed in città sicuramente si distingue per una scelta così estemporanea. Il numero degli "avventori" (alcuni con tanto di patatine al tavolo) non è casuale, rappresenta giusto la capienza massima consentita all'interno della birreria. L'idea è certamente particolare e, indipendentemente dal colore assegnato alla regione, verrà portata avanti anche nei prossimi giorni. I nuovi clienti sono arrivati da poco, così come la notizia del passaggio in zona gialla, ma rimarranno comunque seduti ai loro posti dal lunedì al venerdì, racconta Nicola Grande. Si tratta di una idea nuova in città, quando le è venuta in mente? «È una iniziativa dalla quale ho preso spunto leggendo su internet: a Berlino c'è un ristoratore italiano che ha riempito il locale di peluches di panda. Ho chiesto ai genitori dei compagni di scuola di mia figlia se avevano dei pupazzi da prestarmi e questo è il risultato. È vero che da domani siamo in zona gialla, ma io servo birra e devo chiudere alla 18; prima di quell'orario non vengono molti clienti quindi ho deciso che i peluches rimarranno ai loro posti dal lunedì al venerdì. Per quanto riguarda i fine settimana, invece, già a partire da oggi, ci potrebbe essere più clientela».protesta? no, marketingQuesti peluches cosa rappresentano: una protesta, una dimostrazione, una mossa di marketing? «Si fa di necessità virtù, non voglio parlare di protesta, la definirei una dimostrazione verso i clienti. Voglio spiegargli che il mio locale è comunque attivo nonostante tutte le difficoltà. In tanti in questi mesi mi hanno chiesto se l'attività esisteva ancora. Dare un tocco di vitalità è quindi la risposta migliore: chi passa davanti, già dalla vetrina può vedere che il Nix non ha chiuso. Anzi, qualcuno si ferma e scatta dei selfie dalla vetrata con tutti i personaggi dei cartoni animati». Un modo per tenere alta l'attenzione dei clienti? «Sì, ad esempio quando molti esercenti avevano comunque deciso di riaprire ai clienti trasgredendo le norme, anche io avevo pubblicizzato sui social l'imminente apertura del Nix al pubblico tra la curiosità di molti. In realtà stavo preparando la sorpresa dei peluches, come si può vedere questi strani clienti sono qua ai tavoli e non se ne sono ancora andati». l'anno terribileDa domani siamo in zona gialla ed il lavoro potrebbe andare meglio. Quanto ha influito l'ultimo anno sugli incassi? «Il periodo estivo, con molte meno limitazioni, non è andato male, ma in generale i numeri sono col segno meno. La crisi legata alla pandemia si fa sentire e nel 2020 purtroppo gli introiti sono calati del 60%. Avendo però sempre fatturato tutto ho ricevuto i ristori senza problemi, così come il mio dipendente ha percepito la cassa integrazione. Certamente sono fondi che coprono un po' di spese, ma non tutti gli incassi perduti». Nonostante i divieti, come si è organizzato negli ultimi mesi? «Quando siamo in zona rossa e arancione non tengo sempre aperto al pubblico per l'asporto, lavoro sulle richieste per la consegna a domicilio della birra. Sono stato tra i primi ad effettuare il delivery già dallo scorso marzo. Faccio la spola tra Pavia e Bergamo dove collaboro con un birrificio artigianale che produce la birra ufficiale dell'Atalanta Calcio. La qualità del prodotto per me è essenziale, oltre ai peluches nel mio locale sono esposti anche dei riconoscimenti internazionali: il lavoro è ripagato da una clientela che apprezza. In questi periodi è essenziale mantenere i contatti con loro». --Alessio Molteni