Fasano, la serie B sfiorata e due salvezze con il Pavia «Anni indimenticabili»
l'ex azzurroQuattro stagioni in azzurro in due momenti diversi, entrambe in serie C1, prima sfiorando la B e poi con un'emozionante salvezza sotto la guida di Giorgio Roselli. Terzino sinistro spezzino, oggi Gianluca Fasano ha 44 anni e allena la Fezzanese nell'Eccellenza ligure. Arrivò a Pavia dalla Vis Pesaro a metà dell'annata 2004-2005, quella in cui il Pavia giunse a disputare la finale play off poi persa con il Mantova.«A Pesaro c'erano problemi societari e fui chiamato dal Pavia per sostituire Fabio Macellari, che lasciò la squadra a metà stagione per salire in B alla Triestina - spiega Fasano -. Mi raccontò il diesse Moreno Zocchi di avermi visto l'anno precedente con la Torres durante un amichevole estiva, maturò così la chiamata al Fortunati. Per me gli anni a Pavia, in due periodi diversi, sono stati fantastici. Indimenticabili i rapporti umani con compagni di squadra, allenatore, dirigenza. Sfiorammo la B perdendo la finalecon il Mantova e l'anno successivo arrivammo alle semifinali. Poi con Gorini, Sciaccaluga, Calzi e Zizzari passai al Ravenna, altro club che ricordo con affetto nella mia carriera. Complessivamente 5 stagioni a Ravenna, la prima vinsi la C1 riuscendo in quello che sfiorai a Pavia, poi una stagione in B e altre tre in C1. Tornai a Pavia a metà campionato 2011-12 e disputai un altro anno e mezzo in C1 con mister Roselli. Due salvezze».La carriera in panchinaDopo Pavia le ultime esperienze da calciatore in D con Novese, Gavorrano. «Conclusa la carriera mi sono laureato in Scienze Motorie eho conseguito il patentino Uefa A, per allenare tra i professionisti. Ho iniziato con gli Allievi dell'Entella dove poi ho fatto il secondo nella Primavera - racconta Fasano -. Quindisempre come vice due campionati in C1 con Alberto Colombo ad Alessandria e Arzignano. Quest'anno avevo iniziato alla Fezzanese, vincendo le prime tre partite in campionato e le due di Coppa Italia, poi lo stop per l'emergenza Covid». Da tecnico di Eccellenza cosa pensa delle possibilità di ripartenza? «Sono scettico perché vedo troppe difficoltà - risponde l'ex esterno sinistro azzurro -. Ci vorrebbe il riconoscimento della categoria come serie di interesse nazionale. Da uomo di calcio, è ovvio che il campo mi manchi tantissimo. Ma ogni decisioni che verrà presa dovrà prima di tutto considerare l'aspetto della sicurezza e la sostenibilità dei costi per le società». --Enrico Venni