Covid, crollano i ricavi dei club I primi 20 perdono un miliardo
Gianluca OddeninoAnche i ricchi piangono, ma l'annunciato disastro provocato dal Covid sui club di calcio va oltre le previsioni più pessimistiche e rischia seriamente di mettere a repentaglio la sopravvivenza di un intero movimento. Il tradizionale report della Deloitte sulla Football Money League è tanto un grido d'allarme quanto una fotografia senza precedenti sul crollo dei ricavi delle migliori società d'Europa. Per la prima volta si fanno i conti sul pallone colpito dal virus: gli stadi chiusi dallo scorso marzo, le partite rinviate o cancellate, i diritti tv scontati e una terribile crisi economica (che si riflette anche sul mercato) hanno già prodotto ai 20 club più ricchi perdite per 1,1 miliardi di euro nella stagione 2019/20. Si passa da 9,3 a 8,2 miliardi di ricavi (calo del -12%) soprattutto per colpa della riduzione di 937 milioni di euro (-23%) dei proventi televisivi e un crollo di 257 milioni di euro (-17%) dei ricavi da stadio. Pochi mesi sono bastati per questo dissesto e se le cose non cambieranno, il prossimo bilancio prevede almeno altri 2 miliardi di mancati guadagni per le big di Inghilterra, Spagna, Italia, Germania e Francia. «L'industria del calcio sta vivendo uno dei periodi più difficili della sua storia - sottolinea lo Sports Business Group di Deloitte -: il percorso di rilancio dipenderà in larga parte dall'andamento della pandemia e dal rientro dei tifosi negli stadi, ma i club devono ripensare e riequilibrare i loro modelli di business. Il focus sulle competenze digitali è sempre più strategico».Lo scenario è cupo e non fa sconti: tutti i club perdono soldi e temono un'emorragia ancora più devastante. Il Barcellona resta primo nella speciale classifica dei più ricchi, ma passa da 840 milioni di ricavi ai 715 della scorsa stagione e proprio ieri ha anche certificato di aver accumulato debiti per oltre 1,173 miliardi di euro. La Juventus è la migliore italiana e 10ª in classifica: i bianconeri hanno ottenuto 397,9 milioni di ricavi (-13% rispetto al 2019, quando furono 459,7), anche se il -36% dei quelli da stadio è il più grande calo percentuale tra tutti i club della Money League. Lo Stadium vuoto è un danno enorme per la Juve, che registra anche una flessione significativa di 41,8 milioni di euro (-20%) nei diritti tv, mentre i ricavi commerciali hanno visto un aumento di 3,3 milioni di euro (+2%) grazie al rinnovo di accordi di sponsorizzazione con il marchio Jeep (esteso fino al 2023/24) e con Adidas (fino al 2026/27). «Ciò ha compensato una diminuzione di 12 milioni dalla vendita di merchandising - spiega il rapporto Deloitte - e una diminuzione di 9 milioni per campi estivi e visite allo stadio e al museo, tutti impattati dalla pandemia». I 62 milioni smarriti per strada pesano sul bilancio juventino, già in rosso prima del Covid, mentre l'Inter non se la passa meglio: è al 14° posto con 291,5 milioni di ricavi, in calo del -20%, e per i nerazzurri di Suning - ora alle prese con il blocco economico decretato dalla Cina - pesano la diminuzione del -37% dei ricavi commerciali e dei soliti diritti tv. L'Inter, però, è l'unica a crescere nei ricavi del matchday (aumento del +14% a 56,9 milioni), grazie all'attivazione di polizza assicurativa per l'interruzione dell'attività sportiva. Fuori dalla top 20 il Milan (con 148 milioni è 30°), mentre il Napoli è 19° con 176,3 milioni e flessione complessiva del 19%. --© RIPRODUZIONE RISERVATA