Lavò i vestiti di Benno Commessa indagata

Lorenzo Padovan / bolzano Ci ha pensato quasi venti giorni prima di decidersi a consegnare i vestiti che Benno Neumair indossava quando è andato a trovarla. Lei è Martina, una commessa di origini argentine, che da qualche tempo frequentava il 30enne insegnante bolzanino, indagato per il duplice omicidio dei genitori e l'occultamento dei loro cadaveri. La ragazza si è presentata spontaneamente dai carabinieri e ha messo a disposizione gli abiti di quel famigerato lunedì sera in cui, secondo gli inquirenti, si è consumato il delitto. Si tratta di tre T-shirt, una felpa, un paio di pantaloni e un paio di calzini, che sono già stati inviati ai Ris di Parma. «Non erano sporchi e non avevano alcuna macchia evidente di sangue - ha spiegato ai detective dell'Arma -. Mi sono offerta io di metterli in lavatrice, dopo che Benno se li era tolti per farsi una doccia. Lui mi ha ringraziato. Subito dopo ne ha indossati degli altri che aveva in un borsone. Nulla di strano: il ricambio lo aveva portato già in altre circostanze». Per la commessa è scattata l'iscrizione nel registro degli indagati per favoreggiamento: «Si tratta di un atto dovuto - ha spiegato il suo avvocato Federico Fava - a brevissimo sarà archiviato». La svolta è arrivata martedì scorso: la Procura mette pressione, sente la giovane come persona informata sui fatti, la incalza. Ma la ragazza non fa menzione di quella biancheria che custodisce nel cassetto da allora: «Il giorno seguente si è confidata con un'amica - ricorda il suo avvocato - e sono venute da me. Assieme abbiamo predisposto la ritrattazione e ci siamo messi a disposizione degli investigatori. L'unica sua colpa è essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato». Le ricerche dei coniugi sono proseguite senza esito anche ieri. --© RIPRODUZIONE RISERVATA