S. Matteo apre Neurologia, Stroke a rischio
PAVIA.È a rischio la Stroke Unit di secondo livello che si trova al settimo piano del Dea, al policlinico San Matteo, ma la cui gestione clinica è affidata alla Fondazione Mondino, in base a un accordo siglato nel 2017 che dovrebbe legare policlinico e istituto neurologico fino al 2029. L'alleanza tra i due Irccs (Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico) può infatti saltare per la decisione dell'ente di piazzale Golgi di costituire una nuova struttura complessa di Neurologia al policlinico.POSTI DI LAVOROLa delibera, approvata lo scorso 17 dicembre, porrebbe le due strutture sanitarie in competizione, innescando un pericoloso effetto domino. Perché, secondo le organizzazioni sindacali che hanno già chiesto un incontro con entrambe le Fondazioni, in pericolo non ci sarebbero solo i posti di lavoro dei circa 25 dipendenti della Stroke, ma anche quelli degli oltre 400 lavoratori, tra dipendenti e collaboratori, che operano in un istituto che conta 136 posti letto e 150 ambulatori e rappresenta un punto di riferimento nazionale e internazionale per la ricerca, la diagnosi e cura di ictus, malattie cerebrovascolari e patologie degenerative.La Fondazione Mondino esprime preoccupazione per la delibera del San Matteo che istituisce il dipartimento di Neuroscienze di cui farà parte la struttura complessa di neurologia. La delibera, stando alla Fondazione, non prospetta scenari positivi e sembra andare in direzione contraria rispetto alle auspicate sinergie e progettualità di rete tra le eccellenze pavesi. Preoccupazione condivisa dai sindacati.«Saranno inevitabili le ripercussioni su un istituto con cento anni di storia. Se verrà meno la collaborazione tra i due enti, ci chiediamo, ad esempio, che accadrà alla neuroriabilitazione. Il pericolo concreto è uno svuotamento di un centro monospecialistico, particolarmente attivo nella ricerca», sottolinea Patrizia Sturini, segretaria provinciale Fp Cgil, che insieme a Domenico Mogavino, segretario generale Cisl Fp, e ad Andrea Galeppi, segretario generale Uil Fpl, hanno già chiesto chiarimenti alle dirigenze di policlinico e Mondino. «Ma ancora non abbiamo ricevuto risposta».Dal San Matteo dicono che «le informazioni, richieste da Cgil, Cisl, Uil, arriveranno nel prossimo tavolo sindacale». «Ci sono a rischio oltre 400 posti, ricoperti da diverse figure professionali, dedicate all'attività assistenziali e di ricerca», spiega Mogavino, mentre Galeppi aggiunge: «Attendiamo un riscontro, auspicando una scelta di collaborazione tra due istituti che costituiscono un'eccellenza sul territorio provinciale». Territorio, sottolineano i sindacati, «già segnato negativamente dal punto di vista occupazionale».I SINDACATI«In questa fase di recessione, ulteriormente aggravata dalla pandemia - sostengono i sindacati - non è possibile indebolire il settore della sanità che peraltro sconta anni di tagli». «In base alle leggi vigenti, non riteniamo possibile l'assorbimento nel pubblico di personale assunto con il contratto della sanità privata - precisa Sturini -. Il passaggio obbligatorio è infatti il concorso pubblico. Chiediamo quindi chiarezza sul disegno politico che si vuole attuare sulla sanità pavese. Siamo per il sistema sanitario pubblico, ma non è destrutturando le strutture private che si risolvono i problemi».--Stefania Prato