Si è spento Emanuele Macaluso anima dei "miglioristi" del Pci
ROMAEmanuele Macaluso è morto ieri Roma a 96 anni, alla vigilia del centesimo anniversario del congresso di Livorno e della nascita del «suo» Pci. Il congresso della scissione che Macaluso, assieme a Giorgio Amendola, auspicò tra i primi che fosse superata in nome di una grande forza socialista europea. Macaluso nasce a Caltanissetta il 21 marzo 1924. Giovanissimo, nel 1941 aderisce al Pci e alla clandestinità politica unisce quella con cui vive il proprio amore con Lina, una donna sposata con cui dopo la guerra va a vivere, finendo per questo motivo condannato a sei mesi di carcere per adulterio. Chiamato nel sindacato da Di Vittorio a 20 anni, diventa dirigente dei braccianti siciliani: il 16 settembre 1944 si recò per un comizio con Girolamo Li Causi a Villalba, venendo accolto a colpi di armi dagli uomini del boss locale. Premessa alla strage di Portella della Ginestra del 1947. Dal 1947 al 1956 fu segretario regionale della Cgil e dirigente del Pci, di cui divenne segretario regionale. A Macaluso si deve l' «operazione Milazzo», la nascita di una Giunta regionale sostenuta da sinistra e destra (l'Msi) a danno della Dc, sostenuta da Palmiro Togliatti, ma criticata a sinistra. Quell'esperienza portò nel 1959 alla nascita della prima Giunta di centrosinistra in Italia, guidata dal socialista Salvatore Corallo. L'operazione rivela la concezione di Macaluso della politica, quella di far emergere le contraddizioni degli avversari, di costruire convergenze e raggiungere gli obiettivi anche a piccoli passi. La filosofia dei «miglioristi» del Pci, di cui lui, Napolitano, Chiaromonte, Cervetti o Pellicani erano gli esponenti più noti, osteggiati dall'ala movimentista di Pietro Ingrao. Nel 1963 il salto a Roma, con Togliatti, e l' ingresso in Parlamento, dove sedette per sette legislature fino al 1992. Nel 1989 aveva aderito al Pds di Occhetto. Diresse l'Unità dal 1982 al 1986 . --