Strade a rischio, per tutelare pedoni e bici ora il Comune chiede aiuto all'università
Fabrizio Merli / paviaMigliorare la sicurezza di ciclisti e pedoni. Con questa finalità, il Comune di Pavia sta per firmare un accordo con l'Università. Il dipartimento di Ingegneria civile e Architettura, in cambio di 30.500 euro, affiancherà il Mezzabarba nella ricerca di soluzioni per la maggiore sicurezza. un nome complessoIl nome di questa iniziativa è abbastanza complesso. Il Comune affiderà all'Ateneo la redazione dello "Studio mirato alla individuazione di soluzioni per il miglioramento della circolazione ciclo-pedonale cittadina", al fine di promuovere ed intensificare l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto per gli spostamenti sistematici e a migliorare la sicurezza di ciclisti e pedoni.In sostanza si tenterà di porre rimedio a una città nella quale la convivenza fra il traffico automobilistico e quello di pedoni e biciclette sta rivelandosi sempre più complicata e, soprattutto, poco sicura.«Questo accordo - spiega l'assessore alla Mobilità, Antonio Bobbio Pallavicini - è quanto già avevo anticipato a dicembre. In tempi rapidi puntiamo ad avere una consulenza qualificata per elaborare strategie di breve, medio e lungo periodo. Diciamo che il macro obbiettivo sarà la revisione del Pums». La sigla Pums sta per piano urbano per la mobilità sostenibile ed è una ferita aperta.il piano "ripescato"Il documento, infatti, venne redatto dall'allora assessore alla mobilità, Davide Lazzari, quando la città era guidata dal sindaco Massimo Depaoli. Costato parecchi soldi, il Pums in realtà rimase in un cassetto per ragioni mai del tutto chiarite.«Nel breve periodo - prosegue Bobbio Pallavicini - attueremo interventi meno costosi come le bike lane (corsie dedicate alle bici - ndr) e la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali. Credo che le prime risposte arriveranno entro l'estate. Poi ci occuperemo dei collegamenti con la stazione ferroviaria e delle ciclabili sulle grandi direttrici. Chi ci ha preceduto non ha fatto nulla, se non ciclabili di collegamento con altri Comuni o in campagna».Oggetto del contratto sarà lo studio di fattibilità di un piano urbano della mobilità ciclistica, denominato "Biciplan", l'individuazione dei percorsi ciclopedonali adeguati alle esigenze della città di Pavia, tenuto conto delladiffusione sul territorio urbano del sistema generale dei servizi pubblici e privati ad uso pubblico, delle strutture scolastiche, dei poli universitari e sanitari, l'individuazione e il dimensionamento di ciclostazioni per il deposito dei mezzi, e la «definizione di scenari relativi a possibili ipotesi di compensazione relative agli stalli di sosta che verranno eliminati a seguito della individuazione dei percorsi ciclopedonali». In altre parole, l'eterno problema: dove spostare le auto? --© RIPRODUZIONE RISERVATA