Senza Titolo
SanitàDietro la pandemiac'è da migliorareÈ un momento decisivo nella lotta al Covid19. La fase cruciale di questa guerra contro il virus la giochiamo con un alleato di straordinaria potenza, i vaccini. Ma il sistema deve molto migliorare la propria organizzazione. Se la prima ondata poteva cogliere di sorpresa la struttura politica-amministrativa, le incertezze della seconda dovevano e devono essere evitate.A febbraio-marzo scorso le accuse ricaddero sul sistema lombardo, non tutte condivisibili; a distanza di 11 mesi è evidente che è l'intero sistema, non solo lombardo, da potenziare e migliorare. Era stata annunciata fin dallo scorso giugno una forte organizzazione centrale, la condivisione con le regioni, investimenti, provvedimenti mirati al contenimento della pandemia. I risultati conseguiti in concreto sono quotidianamente ricordati dal numero dei contagi, dal dolorosissimo numero di morti, dal fallimento della tracciabilità, dal personale stremato.Negli ultimi sei mesi sarebbe stato meglio avere meno annunci roboanti e qualche provvedi-mento in più. Mai come in questa fase, sarebbe stato necessario assumere decisioni chiare perché il sistema funzioni al meglio della sua potenzialità.La sanità privata accreditata, che del nostro sistema è preziosa alleata e garantisce un servizio pubblico secondo i principi della sussidiarietà, è stata un aiuto concreto nella gestione dei problemi legati alla pandemia. In Maugeri abbiamo modificato i setting assistenziali, pronti a rispondere alla domanda di salute emergente a causa del Covid. Ma la carenza di indicazioni chiare da parte di chi ne ha la responsabilità per farne non permette di pianificare correttamente le attività da svolgere nella quotidianità del futuro.La pandemia non è l'unico problema di salute degli italiani.Mi preoccupa ancora di più le condizioni di quei pazienti che in questi undici mesi hanno rinunciato a prestazioni sanitarie: interventi, diagnostica, analisi. A settembre scorso il numero di quelle saltate in l'Italia aveva già sfondato l'incredibile numero di 100 milioni di prestazioni, generando enormi liste d'attesa in quelle regioni che non conoscevano il problema, facendolo esplodere ovunque.Tutto ciò non permette di soddisfare quanto sancito dai padri fondatori che nella nostra Costituzione scrissero che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e inte-resse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti".Credo che questo oggi vada da parte di tutti affrontato con chiarezza, senza scontri ideologici, sviluppando un dibattito chiaro e conseguenti immediate decisioni da parte di chi ha la responsabilità e il dovere di assumerle. Al virus, come a ogni malattia, non dobbiamo concedere un altro secondo di vantaggio.Mario MelazziniAmministratore delegatoIcs Maugeri Spa soc. benefitRegioneHa fallito un modellonon solo GalleraLe ultime notizie di stampa ci danno Letizia Moratti nuovo assessore al Welfare in Regione Lombardia al posto di Giulio Gallera. Riteniamo pessima la gestione Gallera, ma il centro-destra sceglie di non affrontare problemi strutturali e gravi errori che hanno messo in ginocchio la sanità lombarda. Basterà la sostituzione di Gallera a salvare la sanità lombarda e la sua gestione da parte di Lega e di Forza Italia in questi ultimi 25 anni? Sapendo che solo la sanità pesa nel bilancio regionale per circa 20 miliardi di euro?Lo sfascio viene da lontano, cioè dalla scellerata impostazione ideata da Formigoni e completata da Maroni con l'approvazione della legge 23/2015, fondata su almeno due pilastri: lo smantellamento della sanità territoriale, con eccessiva ospedalizzazione, e l'investimento sulla sanità privata a scapito di quella pubblica.Per tale motivo, non è solo colpa di Gallera se la sanità lombarda non aveva un serio piano pandemico, se la sanità pubblica lombarda era sottorganico, se la sanità privata disponeva di eccessivi finanziamenti, se lo scorso marzo si è deciso di trasferire i malati di COVID in convalescenza nelle case di riposo, innescando una ecatombe tra gli anziani o, ancora, se è fallito il piano antiinfluenzale dove ad oggi i medici di base denunciano il mancato arrivo del vaccino.E, infine, non è solo colpa di Gallera la scellerata gestione del vaccino anti Covid, partita con grandi difficoltà e ritardi a causa, secondo qualcuno, delle ferie dei medici quando in realtà, il comparto sanitario è ormai precettato sin dall'inizio della seconda ondata.No, la responsabilità politica è dell'intera Giunta Fontana e del centro-destra, che per anni hanno governato senza mai verificare se quel sistema sanitario di eccellenza fosse veramente tale per tutti i cittadini o se non fosse ormai arrivato il momento di una profonda riorganizzazione.I limiti di questo modello sono emersi durante la pandemia da Covid e quella eccellenza sbandierata ha pian pianino mostrato tutti i suoi limiti. A fallire è stato solo il modello sanitario lombardo nella sua interezza.Il Partito Democratico sta lavorando ad una proposta di riforma della sanità lombarda su modelli completamente alternativi. È arrivato il momento delle risposte e non più della retorica priva di sostanza.Roberto Calabròresponsabile dipartimentoSalute Pd Provincia di Pavia