Alex Dossena, il trionfo mancato in coppa Italia e la sfida più importante

Il misterIl nome di Alexandro Dossena, allenatore 45enne di Binasco, è legato all'OltrepoVoghera, che nel 2015-16 condusse sino alla finale di Coppa Italia di serie D, poi persa ai rigori con il Fondi, ma anche al Pavia, dove ha allenato nel settore giovanile e poi in C1, come vice di Benny Carbone.Oggi Dossena è impegnato in una partita molto più delicata lontano dai campi di gioco: ««Da due anni sono fermo col calcio. Mia moglie sta lottando contro una grave malattia, e in questo momento la priorità è la famiglia. Ho ricevuto diverse proposte, ma le ho declinate». L'unica stagione vissuta a Voghera genera un mix di rimpianti e ricordi piacevoli per mister Dossena: «Il rammarico si riferisce alla partenza di Colombi (passati da poco dal Fanfulla al Casale in D) nel mercato invernale. Sono convinto che con lui avremmo potuto centrare i play off e vincere la Coppa Italia. In finale col Fondi, contro una squadra che aveva investito molto più di noi, abbiamo sprecato tante occasioni, proprio per la mancanza di un finalizzatore. A Voghera ho lasciato il cuore, ancora oggi mi sento con diversi giocatori, con il ds Bonfoco, persona vera e ottimo collante tra squadra e società, e Gaffeo, un innamorato del calcio come pochi. Sono sempre in contatto anche col mio amico Andrea Balestra, che all'epoca era mio collaboratore all'OltreVoghe, seppur per poco tempo. Sono contento che stia facendo bene con l'Accademia Pavese. Mi sarebbe piaciuto restare all'OltreVoghe, ma la società si era presa un po' di tempo per programmare il futuro e io aspettavo una risposta più rapida. Ripartendo da quella base di squadra e con qualche innesto mirato, si poteva fare molto bene».L'augurio a Pavia e VogheL'augurio di Dossena è di poter rivedere presto Pavia e Voghera in categorie più consone alla loro storia: «Conosco mister Nisticò del Pavia, un tecnico che stimo e spero davvero che il Pavia possa tornare in alto. Lo stesso pensiero vale per Voghera, una realtà cosi merita almeno la serie D. Nel calcio, ci vuole una programmazione precisa, idee e competenza per poter raccogliere risultati. Non sempre bastano i grandi investimenti». Dopo Voghera, il trainer di Binasco è transitato da Fanfulla e Ciserano in D, e ha vissuto un'esperienza nella serie A albanese, come assistente di Mark Iuliano, alla guida del Partizani Tirana: «Al Fanfulla, ci furono conflitti interni in società, e si creò un clima poco sereno. A Ciserano, dopo la salvezza ai play out da subentrato, la società mi confermò. Poi arrivò un nuovo ds al posto di Pogliani, e pagai in prima persona. In Albania, mi sono trovato benissimo. E' un calcio di buon livello, tecnicamente e fisicamente, ma devono crescere tatticamente. La difficoltà è stata quella di sapersi rapportare con la loro cultura e mentalità, oltre alla lingua».In attesa di tornare in panchina, nella speranza che la sua situazione familiare si possa rasserenare, Dossena indica il fattore determinante per il successo di un allenatore: «La sinergia con il ds è basilare, e tra quelli che ho conosciuto, Bonfoco, per capacità di gestione, e Pogliani, per conoscenze calcistiche, li ritengo i migliori». --ALESSANDRO QUAGLINI