Sequestrati 24 conigli in un allevamento dopo controlli alle gabbie

Maria Fiore / corteolonaPer le guardie volontarie gli animali erano custoditi in gabbie troppo buie e in condizioni igieniche non adeguate. E per questo li hanno sequestrati: 24 conigli di un allevamento per autoconsumo sono stati prelevati dal ricovero, in via Cascina Canovina a Corteolona, e portati a Suardi, in una struttura gestita dall'associazione di volontariato "Centro stalli, un riparo per gli animali salvati". Il caso finirà in tribunale: i proprietari dell'allevamento, due fratelli, si sono rivolti all'avvocata Claudia Sclavi che ha presentato ricorso al Riesame chiedendo il dissequestro dei conigli. L'udienza è fissata per il 13 gennaio. il blitz delle guardieIl sequestro è stato eseguito alla fine di dicembre dal gruppo volontario delle Guardie ambientali d'Italia, intervenuti a quanto pare dopo la segnalazione di alcuni vicini. I volontari hanno anche chiesto il supporto di un veterinario, che ha svolto insieme a loro il sopralluogo. Secondo quel controllo i conigli non erano custoditi in maniera adeguata. In particolare non avrebbero avuto luce a sufficienza e un sistema idoneo per la raccolta delle feci. Le gabbie, inoltre, erano fatte in modo tale da procurare alle bestiole ferite alle zampe. Anche l'alimentazione, secondo il medico e le guardie, non era adeguata: ai conigli veniva dato mangime e non fieno, alimento ritenuto indispensabile per il loro benessere. Da qui la decisione di eseguire un sequestro preventivo, cioè di portare via i conigli per «interrompere la sofferenza o il disagio arrecato agli animali».il ricorso Di diverso avviso i proprietari dell'allevamento, che si sono rivolti a un legale. Nel ricorso al Riesame l'avvocato fa leva su due motivi per chiedere il dissequestro dei conigli: «In primo luogo riteniamo che il provvedimento sia illegittimo perché esula dai poteri dell'ente che ha eseguito il sequestro - spiega l'avvocata Sclavi -. Inoltre, il ricovero per conigli era stato già controllato a dicembre dall'Ats, che non aveva riscontrato irregolarità, né sul piano delle condizioni di detenzione degli animali e nemmeno sull'illuminazione delle gabbie. Ora aspettiamo la decisione dei giudici». --