L'ex caserma al bivio tra crolli e progetti Il bando può salvarla

VOGHERAPorzioni di tetto che cedono, mura imbrattate di graffiti, vegetazione incontrollata. Ma anche uffici comunali, la sede Asm, la biblioteca e il museo comunale. La "doppia identità" dell'ex caserma di cavalleria di Voghera si declina nella netta contrapposizione tra la porzione da tempo recuperata, ammodernata e funzionale, e quella (la più ampia) ancora in attesa di una nuova vita. Nel mezzo due ampi cortili che, fedeli alla teoria degli opposti, coniugano la comodità di molti posti auto gratuiti a pochi passi dal centro, con un fondo approssimato che si trasforma in acquitrino ad ogni precipitazione. I guaiLa domanda che si fanno i vogheresi (e non solo) è quando sarà ristrutturata la vasta porzione ancora abbandonata del fabbricato nato oltre un secolo e mezzo fa su un'area complessiva di 45mila metri quadrati, per ospitare 4 squadroni di cavalleria. L'unica risposta arriva per il momento dal bando Attract, un progetto regionale pensato proprio per incentivare il recupero di strutture dismesse da parte di investitori, pubblici o privati. Un percorso complesso, avviato dall'amministrazione nel 2017, che ancora attende una risposta concreta, ma prosegue il suo iter. Cosa si faràNel progetto elaborato per l'ex caserma (altre due strutture cittadine ne fanno parte: la filanda di via Edison e l'ex casa di riposo di via don Minzoni) sono stati inseriti i magazzini tra via Kennedy e via Marsala (2500 metri quadrati), i magazzini del lato di via Marsala (3600 metri) e ben 7mila metri quadri del magazzino del corpo centrale.Per tutti, con una superficie totale di circa 13metri quadrati, la destinazione prevista nel piano proposto dal Comune e accettato dalla Regione, è di attività direzionali e turistico-ricettive. Se questi tre lotti saranno recuperati, mancheranno all'appello sostanzialmente l'asse centrale e alcune parti secondarie.A oggi il bando per Voghera, rallentato anche dalla pandemia, è arrivato al completamento della progettazione partecipata. In sostanza i vari attori coinvolti hanno definito criticità e potenzialità legate al recupero dell'area. Dai questionari inviati alle associazioni di categoria Ascom, Acol, Confindustria e Associazione artigiani sono emerse chiare indicazioni. Tra le richieste -si legge nel report pubblicato online- c'è la semplificazione delle regole burocratiche, resa ancora più necessaria dalla crisi seguente la pandemia. «Successivamente alla prima emergenza Covid-19 i rappresentanti del settore ricettivo sottolineano la necessità di un allentamento del carico fiscale per permettere investimenti». Emersi anche punti di debolezza: «Ascom segnala la mancanza di coordinamento di una politica economica specifica per attrarre investimenti; per Acol emerge anche la necessità di far uscire Voghera dal ruolo di "città dormitorio". Tra i servizi da potenziare a Voghera emerge la necessità di avere infrastrutture di collegamento con Pavia, la sistemazione della tangenziale di Voghera, il rifacimento dei ponti di collegamento con Oltrepo e Lomellina che oggi non permettono viabilità sicura e rapida». Insomma, il percorso di recupero rischia di essere ancora lungo. --Alessio Alfretti