La retta via di Mattarella: non perdere tempo e non sprecare energie

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non rincorre, né l'ha mai fatto, una qualsivoglia popolarità. Può essere giustamente riservato, ma le sue parole, per quanto misurate, non sono mai oscure e non mandano quelli che nella politica italiana si chiamano messaggi trasversali.Al contrario, i suoi auguri di fine anno agli italiani contengono le riflessioni presidenziali su quel che è tristemente stato e le indicazioni su quanto dovremmo tutti fare, nello spirito dell'Italia repubblicana e della sua Costituzione. Con stile composto, voce solenne, mai incrinata, ma evidentemente segnata dalla preoccupazione per la pandemia che non accenna a scomparire, senza nessuna concessione alla retorica, Mattarella ha sottolineato i problemi, ma anche indicato gli inizi delle soluzioni. In primo luogo, bisogna cercare di tornare alle esperienze che ci sono "consuete" grazie al buon funzionamento degli ospedali e alla riapertura delle scuole. Senza istruzione e senza formazione l'Italia non riuscirà a riprendersi. Ci sono stati ritardi e sono stati fatti degli errori, ha sottolineato il Presidente, forse inevitabili (sui quali la politica deve fare mea culpa). Bisogna correggerli e procedere. Abbiamo due grandi alleati: la scienza e l'Europa. Dobbiamo avere fiducia in entrambi. Senza mezzi termini, il Presidente ha annunciato che si vaccinerà quando sarà il suo turno.L'Europa ha saputo affrontare la terribile sfida facendo un salto di qualità rispetto alle sue deprecabili carenze in occasione della crisi economica della fine dello scorso decennio. Grazie anche all'Europa non siamo del tutto in balia degli eventi. Inevitabilmente, oscilliamo fra "angoscia e speranza", ma, sostiene il Presidente, dobbiamo avere fiducia gli uni negli altri, dobbiamo collaborare con serietà e senso del dovere, dimostrare che siamo una collettività unita intorno a valori. Quei valori dicono anche che la crescita delle diseguaglianze non è accettabile. In tutti i passaggi più importanti del discorso del Presidente si sente l'empatia per i suoi concittadini, la consapevolezza di doverne rappresentare i sentimenti di smarrimento e di speranza. Nessuna concessione, però, alla retorica troppo spesso insita in speranze esagerate che conducono a delusioni profonde e poi paralizzanti.In quanto "rappresentante dell'unità nazionale", come da Costituzione (art. 87), il Presidente ha parlato agli italiani tutti, politici compresi. Certo, in quello che, come ha voluto rimarcare, sarà l'ultimo anno della sua Presidenza, Mattarella sa che dovrà sbrogliare non poche matasse aggrovigliate da politici ambiziosi, egocentrici, incapaci di perseguire interessi nazionali in connessione stretta con gli interessi europei. Ricordati i valori della Costituzione, non sempre stella polare dei comportamenti né del governo né delle opposizioni, Mattarella ha detto che non bisogna "perdere tempo" e che "non vanno sprecate energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte". La "retta via" è tracciata. Grazie, Presidente.--