Maria Mascaretti nel Giardino dei Giusti

Roberto LodigianiNegli anni duri e tormentati della guerra, mentre il mondo era in fiamme e il nazismo padrone d'Europa attuava il folle progetto dell'Olocausto, aiutò e protesse gli ebrei vogheresi, nascondendo i loro cartellini d'identità (nel caso dei minori, omettendo la dicitura obbligatoria "appartenente alla razza ebraica"), per evitare che venissero riconosciuti come "nemici" del Terzo Reich e della razza ariana, quindi arrestati e deportati nei campi di sterminio; inoltre, ospitò nella propria abitazione una decina di coppie in fuga, salvandole. E' la storia di Maria Mascaretti, la donna-coraggio di Voghera che scelse, a rischio della propria vita, di non restare indifferente di fronte all'ignominia delle leggi razziali e alla caccia all'ebreo che si era scatenata anche in Italia, dopo l'occupazione tedesca seguita all'armistizio dell'8 settembre '43, ma di tendere la mano a questi infelici. Potè fare molto, moltissimo, grazie alla sua posizione di vicecapo dell'ufficio anagrafe comunale, che le permise di "taroccare" i documenti in modo da rendere quelle persone invisibili ai loro spietati aguzzini.L'omaggio di GariwoOra il suo nome figurerà nel Giardino dei Giusti del Monte Stella di Milano, accanto a quelli di Liu Xiabo e Liu Xia (marito e moglie cinesi che si sono battuti in difesa dei diritti umani e della democrazia nel loro paese), Dag Hammarskjold (svedese, segretario generale dell'Onu, morto in un incidente aeroe nel 1961 durante una missione di pace in Congo), Carlo Urbani (medico italiano che per primo ha identificato la Sars), Ruth Bader Ginzburg (giudice della Corte suprema americana, nata da genitori ebrei, tenace sostenitrice della parità uomo-donna) e altri. Lo ha deciso il comitato dei garanti dell'Associazione per il Giardino dei Giusti, formata da Comune di Milano, Gariwo (acronimo per Gardens of the Righteous Worldwide) e Ucei, accogliendo la candidatura presentata dal nipote.«Nel 1943 avevo sette anni - ha raccontato Nino Mascaretti , che vive da tempo a Milano, ma ha mantenuto solide frequentazioni vogheresi per un paio di decenni nel dopoguerra, collaborando, tra l'altro, al giornale "Il Cittadino" - ricordo che zia Maria diede ospitalità ad alcuni ebrei nella sua casa di via Papa Giovanni (all'epoca via Vittorio Emnuele).Era una donna buona, molto colta ed emancipata. Lei e mio papà erano amici di Dino Provenzal (preside del liceo classico Grattoni, letterato, scrittore che scampò miracolosamente alla cattura e al campo di sterminio, nascondendosi in una botola della biblioteca Ricottiana, allora in piazzetta Battisti), e delle figlie Emilia ed Emma». Maria Mascaretti è morta nel 1978. Se ne è andata nello stesso modo discreto e riservato con cui era vissuta, mantenendo il silenzio sul suo gesto di coraggio, noto a pochissimi (tra questi, l'ex collega dell'anagrafe Giuseppe Pellegatta), senza clamori ma con la consapevolezza di aver fatto del bene.Voghera ne ha onorato il ricordo con una targa affissa negli uffici all'ex caserma di cavalleria. --© RIPRODUZIONE RISERVATA