Juve-Atalanta e Inter-Napoli è già sprint verso lo scudetto

Roberto CondioCi siamo quasi. Tre giornate di campionato in una settimana e il calcio potrà finalmente dire addio a questo maledetto 2020. È stato un mezzo miracolo dribblare gli sgambetti del virus per completare l'agenda degli impegni di club, nazionali ed europei. È un anno che lascerà ferite profonde, tra stadi vuoti e conti in rosso. Ma sono sei mesi che il pallone ha ripreso a rotolare senza sosta, veloce come mai. E dal frullatore di impegni è emerso l'unico lato positivo dell'emergenza: una Serie A più equilibrata. I segnali sono evidenti e numerosi: 6 squadre in 6 punti, 9 in 10, un leader non pronosticato come il Milan, la padrona degli ultimi 9 scudetti soltanto quarta, Sassuolo e Verona in gruppo con le sette che hanno appena terminato i gironi delle coppe. I primi 11 turni sono volati via ma, tra impegni europei delle big e stop per le Nazionali, il campionato non ha ancora trovato un passo regolare. Lo farà adesso, almeno fino a metà febbraio. Cominciando con questo sprint di fine anno che precede una sosta più breve del solito (23 dicembre-3 gennaio). Si parte, allora, con tre turni che chiariranno ambizioni e sette sfide ad alta quota. Ne giocheranno almeno una tutte le prime nove, a cominciare da Juventus-Atalanta e Inter-Napoli. È troppo presto per considerarli spareggi. Ma sono già sfide che valgono doppio. Cinque mesi fa allo Stadium i bergamaschi avevano sfiorato il colpaccio che poteva riaprire i giochi per lo scudetto: addio sogni al 90', con il 2-2 fissato dal rigore di Ronaldo. Oggi si incrociano rivali più convincenti in Champions che in Serie A, disturbate dai casi che coinvolgono i loro «10» argentini Dybala e Gomez. Procedono a scatti, cercano regolarità sapendo di dover accelerare. Poi, c'è Conte contro Gattuso. Secondo contro terzo, ma soprattutto duello tra chi è finito subito dietro la Juve in 4 delle ultime 5 stagioni. Erano Inter e Napoli, quasi all'unanimità, le rivali dei campioni seriali più accreditate alla vigilia. Quando Gattuso diceva: «L'Inter è la favorita, abbina qualità e forza fisica. Ma è la Juve quella abituata a vincere». Promette molto, l'incrocio di stasera: in campo gli attacchi più prolifici e le squadre con il filotto più lungo (4 successi nerazzurri, 3 napoletani). Gattuso non ha mai pareggiato, Conte non s'è ancora imposto in un vero big-match ed è appena uscito dalla Champions. Guai ai vinti, comunque. A meno che il Milan, dopo il 2-2 col Parma, non freni anche in casa del malmesso Genoa. Si chiude un cerchio, a Marassi, per i rossoneri. Proprio contro il Grifone, l'8 marzo, avevano perso (in casa) la loro ultima partita in A. Poi, 17 vittorie e 6 pari in 23 match, l'Europa ritrovata e il primato in campionato. Con tutti a inseguirli, come ai bei tempi. Da oggi più che mai. Aspettando Sassuolo-Milan e Milan-Lazio prima della sosta. Un anno fa il Natale arrivò dopo il 17° turno. Dominavano Juve e Inter, a +6 sulla Lazio e +10 sull'Atalanta. Sotto l'albero, questa volta, lassù dovrebbero trovarsi più vicine. --© RIPRODUZIONE RISERVATA