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m. grazia piccalugaPerdersi per vicoli e stradine nascoste di Pavia. Al posto della mappa un calendario, "Vicul e cuntrà ad Pavia. Dì par dì 2021" (Pi.Me editrice). Ogni mese Pier Vittorio Chierico racconta la storia di un luogo, un passaggio, una via defilata, illustrata dalle cartoline d'epoca (pezzi unici) del collezionista Pietro Ferrari. Mario Grazioli cuce immagini e parole con le sue poesie in dialetto.«E' un invito a camminare per la città senza un filo conduttore, privi di una meta, lasciandosi sorprendere e incantare da luoghi defilati, talvolta dimenticati - spiega Chierico - Prima di noi l'avevano fatto poeti, scrittori, artisti testimoniando lo straordinario fascino che esprime questa nostra città. Cito solo due personaggi legati dallo stesso affetto per Pavia: Ada Negri e Cesare Angelini che per vent'anni hanno coltivato, con tante lettere e pochi incontri, la loro amicizia letteraria e umana». Il viaggio comincia a gennaio (Genàr) in via Antonio Scarpa, un tempo contrada San Michele, dedicata nell'800 al professore di anatomia dell'ateneo pavese. Febbraio ci conduce in via Rezia, che è stata la roccaforte della presenza mazziniana a Pavia. Nell'androne del civico undici sono ancora visibili le testimonianze dell'opera svolta dai circoli repubblicani e dal giornale "La Squilla" con sede nel caseggiato.Nella via del ventoCi si sposta di pochi passi, a marzo, per arrivare in via Beccaria, che da piazza del Duomo (Piccola), per via Bossolaro, immette in piazza"La cuntrà dal vento" della Vittoria (Grande). Grazioli le dedica la poesia "La cuntrà dal vent": una strada sferzata dall'aria fredda d'inverno e sempre in ombra d'estate, anche se - dice il poeta - da quando la torre è caduta la corrente d'aria non si incanala più e si disperde. Aprile è dedicata a via Pasquale Massacra e via San Giovanni in Borgo, attorno al collegio Borromeo. Maggio racconta la storia di via Lunga, nella contrada Lunga o anche "Stretta Lunga". «È fuori mano, bisogna andare a cercarla, ma non èfacile. - scriveva don Paolo Marabelli - A metà della via c'è una Madonna dipinta sul muro, veneratissima dal popolo, il quale accorreva a pregarla e ne otteneva grazie. Poi il proprietario della casa, causa frequenti furti di quadretti votivi anche preziosi (tre del Massacra e uno del Faruffini), decise di sottrarla allo sguardo del pubblico chiudendola in un'edicoletta con i battenti di legno». A giugno il calendario suggerisce di andare alla scoperta di via Miani e via Roma, nei pressi della chiesa del Carmine. A luglio in via Maffi e cia Capsoni (lo storico pavese aveva qui la sua casa). Vicolo Longobardi (mese di agosto) era una delle strade più antiche del rione di Porta Salara, una strada sassosa sulla quale si affacciano tre case di impianto trecentesco. A settembre c'è via porta Pertusi, così chiamata per via della porta sul lato sud della città, nella prima cerchia di mura. Una cartolina d'epoca mostra il vecchio volto di via Spallanzani (ottobre), mentre a via Volta (novembre) è riservata la poesia "La tur dal pis in giù". L'anno - e il viaggio per strade e viuzze - si chiude a dicembre tra via Calatafimi e via Mentana. Luoghi da rivivere nelle vecchie immagini della collezione di Pietro Ferrari. --