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Paolo Russo / ROMAChi pensava che il pressing dei governatori e dell'ala "permissivista" della maggioranza allentasse la stretta di Natale rimarrà deluso. Perché il Dpcm firmato Conte non concede nulla a chi voleva varcare i confini della propria regione per ricongiungersi alla famiglia. O a ragazzi e insegnanti che, sia pure per pochi giorni, speravano di tornare a guardarsi negli occhi nella normalità di un'aula anziché attraverso lo schermo di un pc. Alla fine gli spostamenti fuori regione saranno consentiti, oltre ai soliti motivi di lavoro, salute e di studio, soltanto a chi debba raggiungere la propria residenza o domicilio. Questo secondo il premier consentirà a coppie e fidanzati di ricongiungersi sotto le feste, anche se il Dpcm di loro non fa esplicita menzione. E se si vuole andare a trovare i genitori anziani o i nonni soli? Il Dpcm non li nomina, ma l'escamotage lo ha indicato il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, ricordando che già oggi con l'autocertificazione è possibile derogare ai divieti indicando come «motivo di necessità» quello di dover prestare assistenza.Nessuna indicazione nemmeno su quanti potranno sedersi intorno a un tavolo la vigilia e a Capodanno. Ma per lo stop alle tavolate dovrebbe bastare il coprifuoco che resta alle 22 in tutta Italia. Allungato anzi fino alle 7 del mattino la notte del 31 per scoraggiare chi volesse fare le ore piccole fuori casa.Contrariamente a quanto avevano fatto sperare le aperture del premier, che aveva ipotizzato una ripresa già il 14 dicembre, le scuole superiori riapriranno il 7 gennaio. Non per tutti, ma si dovrà garantire che il 75 % torni a fare lezione in presenza. A sorpresa è arrivata la chiusura di fatto dei confini anche con gli Stati dell'area Schengen, perché chi espatrierà per motivi che non siano di lavoro, studio o salute al rientro dovrà isolarsi per 14 giorni a casa. Una quarantena che scoraggerà chi all'estero voleva andarci in vacanza. Magari per farsi una sciata in Svizzera o Slovenia, visto che da noi gli impianti di risalita resteranno chiusi fino al 7 gennaio.Per quella data le proiezioni degli scienziati del Comitato tecnico scientifico (Cts) dicono che, se faremo i bravi, dovremmo tornare nella soglia di sicurezza di sei, massimo settemila contagi al giorno, limite entro il quale si riesce a tenere sotto controllo la situazione. Allora la stretta potrà allentarsi. Anche se il governo si è premunito, allungando la validità del decreto fino a un massimo di 50 giorni anziché i soliti trenta. Con l'auspicio però di cominciare a riaprire un po' per volta dopo l'Epifania. --© RIPRODUZIONE RISERVATA